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Moiano, arriva l’Università di Firenze a località Castellone

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L’Università di Firenze accende i riflettori sul tratto moianese dell’acquedotto Carolino. Un team dell’Istituto toscano, infatti, è giunto in Valle Caudina per condurre approfondimenti sulla infrastruttura che, come noto, è patrimonio Unesco.

Obiettivo dei “ricercatori” e, in particolare, del Laboratorio di Geomatica per l’Ambiente e la Conservazione dei Beni culturali del Dipartimento di Architettura, svolgere una campagna di rilievo digitale del Ponte Carlo III. Protagonista un gruppo di lavoro guidato dalla professoressa Fiorini e composto da due studentesse assegnatarie di tesi di laurea proprio sul recupero del Ponte di località Castellone.

Indispensabile, però, per lo svolgimento del lavoro del team universitario è stata l’opera di due associazioni locali

Le condizioni in cui versava il Ponte – hanno fatto presente, al riguardo, da “Cittadinanza attiva Moiano” – non permettevano di effettuare le attività se non dopo una radicale pulizia della vegetazione che da decenni, per lunghi tratti, lo ricopriva completamente. L’ “impresa”, molto difficoltosa, è stata portata a termine da “Cittadinanza Attiva”, promotrice dell’iniziativa, e dall’associazione escursionistica “Taburno Trekking” di Montesarchio. Il Presidente Mario Cecere e i membri dell’associazione hanno pienamente condiviso l’iniziativa dando il loro importantissimo contributo per l’operazione di pulitura. L’azione di pulizia – fanno ancora presente da “Cittadinanza attiva” – non poteva, per ovvi motivi, essere radicale in quanto avrebbe potuto causare danni alle opere murarie ed è chiaro che un intervento di definitiva eliminazione della vegetazione, ad opera di personale specializzato, si deve collocare nell’ambito di un progetto di recupero che appare sempre più necessario e urgente. Intanto, ora, è possibile vedere il Ponte completamente ripulito, e chi vuole (prima che la vegetazione ricominci a coprirlo) può approfittarne per una visita. Ancora una volta – la conclusione – sono i cittadini, con la loro passione e sensibilità e l’impegno del proprio tempo libero, a prendersi cura del patrimonio culturale del loro territorio!”

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