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La differenziata spacca la Valle caudina

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La Valle Caudina spaccata a metà. I dati della raccolta differenziata relativi all’anno 2017 tirano una linea di demarcazione netta e profonda tra i paesi sanniti e quelli irpini del comprensorio. Un dato che, del resto, riflette pienamente il trend delle rispettive città Capoluogo con Benevento unica tra le cinque a superare la soglia del 65% ed Avellino, invece, fanalino di coda in regione. Promossi a pieni voti, quindi, quasi tutti i paesi beneventani; da migliorare, invece, i secondi. A dirlo è il rapporto annuale di Legambiente che ha ribadito nella soglia del 65% di differenziata lo spartiacque tra Comuni virtuosi (premiati con l’attestato di Comuni ricicloni) e quelli “rimandati” che, invece, rispetto alla soglia del 65 percentuale, si trovano al di sotto. Si diceva dell’area beneventana: tutti i Centri dell’area caudina veleggiano a ritmi di tutto riguardo sebbene con differenze tra gli uni e gli altri. Vi sono risultati eccezionali, quali quelli di Durazzano (87,84%), Bonea (86,04), Paolisi (84,34), Forchia (81,94) e Moiano (81,19); altri comunque ottimi – vedi Pannarano (77,04%), Montesarchio (76,87), Airola (73,29), Sant’Agata dei Goti (72,40) – ed ulteriori, poi, appena sopra il “cut off” quali Arpaia (67,28) e Bucciano (65,52). I paesi dell’avellinese, invece, vedono eccellere solo Roccabascerana, piazzatasi a quota 79,64. Al di sopra di un soffio della “dead line” c’è San Martino Valle Caudina 66,91, sotto lo standard minimo Rotondi, a 56,53, e Cervinara (quota 50,59)

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