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Gli equilibri instabili della politica comunale

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Autunno di fuoco nella politica locale caudina. Fuochi d’artificio nei Consigli comunali dei singoli paesi tra alleanze che si rompono, poco dopo essere nate, e veri e propri cambi di casacca. Ma l’equilibrio instabile della politica locale è cosa tutt’altro che insolita. E, allo scopo, è sufficiente guardare, per non correre troppo indietro del tempo, anche alle sole ultime due consiliature. A Montesarchio, ad esempio, si è appena assistito al transito di Sorrentino-Sandomenico dai banchi della minoranza a quelli della maggioranza. Maggioranza dove è tornata Angela Papa che, eletta nel 2013 tra le fila della squadra Damiano, si era spostata con la cugina Rosanna in opposizione. Solo qualche giorno addietro, invece, Arpaia era balzata alla cronaca per le dimissioni di Ciro Clemente Tancredi e di Luisa D’Addio dalla Giunta comunale. Nell’attesa di comprendere se questa iniziativa andrà a tradursi in un voto di sfiducia a Pasquale Fucci, si ricorda il rimpastone che si era avuto – sempre in quel di Arpaia – dove, durante la stagione 2012-2017 – lo stesso Tancredi aveva salutato Mario Carmine D’Ambrosio unitamente all’allora Presidente del Consiglio comunale Arcangelo Izzo. Due pedine perse per l’allora sindaco arpaiolo che, però, pescò il jolly, assicurandosi il prosieguo amministrativo, tra le fila della minoranza. Fu Vincenzo Pelvi, candidato sindaco sfidante dello stesso D’Ambrosio, a transitare direttamente in Esecutivo. Tutto apparantemente normale a Forchia, con nessun movimento conclamato tra le due ali del parlamentino. Laddove conclamato è cosa diversa dal “sottobosco”. Discorso a parte Bucciano dove la consiliatura è appena avviata mentre in quella scorsa, 2013-2018, i giochi erano stati di fatto fermi causa la non presentazione, cinque anni or sono, di una lista “competitor”. Qualche decina di metri più in la, nella tranquilla Moiano, l’opposizione ha ormai ammainato bandiere e velleità varie e punta ad un voto di primavera che, tuttavia, pare essere già segnato nel nome di “Civitas”. Sant’Agata de’ Goti, poi – venendo oltre – è altro Centro da colpi di scena. Il Valentino bis che si sta avviando a concludere ebbe ad assistere, dopo circa 100 giorni dal voto, alla scissione cierviana che si sostanziò nella fuoriuscita del tris Ciervo-Iannotta-Iannotta dalla lista d’opposizione Di Nuzzi entro la quale era stata appena eletta. Nessun passaggio formale tra le fila della maggioranza ma l’atteggiamento tenuto in parlamentino, verso la squadra di governo, non è stato assolutamente sanguinario. Anzi. E proprio Alfonso Ciervo, anno 2006, era stato protagonista del gran ribaltone. Con la maggioranza che divenne opposizione e viceversa: una delle azioni più scellerate poste in essere dal centrodestra santagatese che, con quell’iniziativa, cominciò a scavarsi la fossa e, allo stesso tempo, a lanciare Carmine Valentino verso il decennio sindacale. Tutto soft a Durazzano, invece, dove alla Comunità sono stati risparmiati imbarazzanti cambi di casacca e dove ci si prepara ad una primavera ad alta intensità. Chiusura in grande con Airola dove la maggioranza non pare godere di grande salute e le varie anime della minoranza martellano con cadenza quasi quotidiana: minoranza che, tra i suoi protagonisti, annovera Giuseppe Maltese che, nella prima parte del 2011-2016, era Capogruppo di maggioranza.

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