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Airola, Maltese “Da Airola bene comune solo invettive…”

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da Giuseppe Maltese, Capogruppo di “Democrazia e Partecipazione”, riceviamo

“Il 30 Aprile 2018 siamo stati convocati per approvare la “Politica Fiscale e Tributaria anno 2018” e i discendenti “Piani finanziari e tariffari TARI e TASI”; in poche parole “come e quanto” i cittadini di Airola devono pagare per i servizi erogati dal Comune. Siamo stati informati all’ultimo momento e solo perché tali argomenti, per entrare in vigore nel 2018, devono essere approvati entro i termini di approvazione del bilancio di previsione (ancora in alto mare) ovvero il 31 Marzo 2018. Airola Bene Comune, anche questa volta si è ridotta all’ultimo momento per la formazione di atti di interesse pubblico, evidenziando una superficiale e frettolosa gestione politico amministrativa, nonostante tali atti avranno una diretta ripercussione sulla pressione fiscale a carico dei cittadini. E, anziché spiegare ai cittadini le proprie inadempienze preferisce annoiarli con invettive di ogni genere a carico del rappresentante del Gruppo Consiliare D&P.  Il risultato? Nessun vantaggio. Solo l’assicurazione di non avere aumentato (?) ciò che ormai è al massimo del proponibile. Con il voto contrario alla “Politica Fiscale e Tributaria anno 2018” ho bocciato la politica locale, sempre assente nei momenti di interesse dei cittadini e iperattiva nei soli momenti elettorali, nonostante i clamorosi e squallidi cambi di casacca, le ormai ridicole calate dall’alto e le corse alle partecipate che hanno abbassato l’asticella della rappresentanza a limiti mai giunti in precedenza. Altro che “voto contrario a prescindere”. Airola Bene Comune, anziché fare psicologia, confondendo il confronto politico amministrativo con tifoseria irresponsabile, prendesse atto delle posizioni assunte da D&P e ne verifichi la fondatezza degli atti contestati. Ciononostante abbiamo depositato la nostra proposta, ispirata alla riduzione delle tasse e all’efficienza ed al miglioramento dei servizi comunali che in quanto tali debbono necessariamente essere regolati in maniera trasparente ed accessibili a tutti, per diritto e non per concessione (“o piacer”). Da anni proponiamo la corretta differenziazione dei servizi indivisibili (quelli a carico di tutti i cittadini – es. l’illuminazione pubblica) da quelli divisibili (a domanda del solo interessato – es. uso delle strutture pubbliche per fini privati), evitando diseguaglianze all’utenza; migliorando il mantenimento delle strutture pubbliche; evitando l’esposizione dell’erogante e dell’usufruente.  Il volere fare passare le proposte di D&P per quelle che non sono, a noi può dispiacere ma alla cittadinanza vengono negate possibilità e servizi migliori di quelli attuali. Se non si riesce a ridurre le tasse, almeno evitiamo che tutta la cittadinanza si accolli le spese derivanti da servizi erogati a favore di singoli richiedenti, per i quali sarebbe giusto che pagasse solo chi ne usufruisce. Regolamentare (e non abolire) la celebrazione dei matrimoni o altre cerimonie nei giorni di chiusura degli Uffici Comunali, disciplinare meglio l’uso del Teatro e delle strutture Comunali in genere, programmare e controllare l’occupazione del suolo pubblico, riscuotere i canoni derivanti dall’enfiteusi significherebbe potere abbassare l’attuale percentuale del 41,30% a carico dei cittadini per i servizi indivisibili, garantendo all’Ente di potersi esprimere come erogatore di servizi uguali per tutti, piuttosto che un banco dei pegni”.

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