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Raccontami una Storia: i Giovani e l’Opera da completare…

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raccontamiFrancesco, Luca, Luigi, Stefano: trent’anni da compiere, un libretto universitario compilato a metà e tanti sogni in un cassetto che non aprono più. Sono una piccola parte della gioventù cervinarese, quella che, spesso, nei discorsi degli adulti “saggi” e sapienti viene dipinta come quadri indegni di cornici, ma con cui basterebbe scambiare due parole per scoprire mondi che fanno a pugni con la vita che lasciano scorrere, disillusi e sfiduciati. Perché i ragazzi di Cervinara son così: puoi vederli di notte davanti ai locali di via Roma, bicchiere in mano e sigaretta sempre accesa, puoi vederli sorridere all’ obbiettivo del fotografo del locale e aspettare l’alba sul viale davanti la Chiesa, ma se li ascolti capisci che tutto ciò che vorrebbero è riuscire a credere. Nel domani, in una stretta di mano, in quella tipa dagli occhi profondi che parla d’amore e ti fa venire voglia di figli e di famiglia. Perché non è vero che i ragazzi di Cervinara sono degli sbandati senza credo e senza valori, non tutti almeno. Non è vero che puzzano di marijuana già alle dieci di mattina. Non tutti almeno. Sono ragazzi. Magari ribelli e complicati. Ma sono dei quadri che spetta solo a loro finire e decidere come incorniciare. Siate pure incazzati, delusi, amareggiati, scoraggiati. Ma non siate mai rassegnati. Siate liberi dalla paura del futuro, costruitevelo con speranza e costanza, riempitelo svuotando quel cassetto pieno di sogni che, da troppo tempo, tenete serrato nelle vostre stanze. Perché solo così, se qualcuno un giorno vi chiederà se la vostra è una vita felice, potrete rispondere che è la vita che vi piace.
Mariuccia Romano

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