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“Fausto Samela, un compagno gentiluomo”

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Da Giuseppe Falzarano, portavoce del Movimento Città Sostenibile, riceviamo

Il 19 marzo di 28 anni fa (1990) all’età di 58 anni, da pochi giorni festeggiati, a seguito di un improvviso malore che lo colpì mentre esercitava la sua professione di avvocato nella pretura di Airola, passava a nuova vita Fausto Samela, autentico figlio di Airola, professionista serio e preparato, politico onesto e tenace. Fausto Samela nacque a Campochiaro, in provincia di Campobasso, il 17 febbraio 1932, dal matrimonio di Domenico Canio e Filomena Pace. In gioventù svolse i primi studi presso il convento di San Pasquale in Airola, poi prima a Melfi e in seguito a Gioia del Colle, in provincia di Bari, presso il locale Liceo Classico, dove conseguì il diploma di Maturità Classica. Intraprese gli studi di “Giurisprudenza” presso l’Università di Bari e il 16 marzo del 1959 si laureò in “Legge”. Dopo la laurea intraprese la professione forense, presso lo studio del noto Avvocato Airolano Pietro Cantone affermandosi come distinto legale civilista e penalista.
Alla sua professione di legale affiancò ben presto la passione politica, affermandosi come esponente di spicco del Partito Comunista Italiano sia a livello locale che provinciale. La sua militanza politica, unita al consenso popolare e dei compagni di partito, lo portò alla prima elezione a consigliere comunale di Airola nella lista del Partito Comunista in occasione della tornata elettorale del 22 novembre del 1964, conseguendo 1303 voti di preferenza, e ad occupare un posto tra gli scranni di opposizione di Palazzo San Domenico. Durante questo periodo si affermò come esponente di spicco del Partito Comunista, vigoroso ma concreto esponente delle opposizioni, capace di parlare al proletariato e di farne emergere le istanze di progresso.
Dopo l’esperienza cittadina di consigliere comunale, in occasione delle elezioni politiche del 7 maggio 1972 il Partito Comunista Provinciale lo candidò alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Benevento – Avellino – Salerno, in tale occasione ottenne 4723preferenze, non sufficienti per essere eletto; quella tornata elettorale vide una non eccellente percentuale di voti per il P.C.I. di Benevento e provincia ed a livello nazionale fu caratterizzata da un generale arretramento della sinistra In seguito in occasione della tornata per le elezioni amministrative del 15 giugno 1975 la Federazione del Partito Comunista di Benevento lo candidò a consigliere Provinciale nel collegio di Airola: in questa occasione grande fu l’avanzata del PCI e con il 24, 57% dei voti il compagno Samela conquistò un posto tra gli scranni della Provincia.
Il suo impegno politico provinciale in quegli anni si arricchì e si aggiunse a quello cittadino, tanto che alle elezioni del 17 aprile 1977 venne di nuovo candidato al Consiglio Comunale di Airola, sempre sotto il simbolo della falce e martello, conseguendo un buon numero di voti che lo portarono a coprire un posto di consigliere comunale, ancora una volta nelle file dell’opposizione, restandovi da capogruppo fino alla sua dipartita. Il continuo impegno per Airola lo portò ad essere nel 1978 anche componente del “Consorzio Sanitario Airola – Bucciano”, del “Consorzio Veterinario” e del “Comitato Misto” in rappresentanza del comune di Airola. Fausto Samela, oltre ad essere un ottimo politico, leale, competente, onesto e sempre legato al popolo di sinistra, fu anche un eccellente avvocato. Sia nell’ esercizio della sua professione forense, nella difesa penale e in quella civile, sia nell’impegno politico al fianco dei più deboli mostrò sempre le sue eccelse qualità coltivando, con incisività e metodo la virtù della pazienza virtù dei forti, sicura dote caratteriale che lo contraddistingueva come persona amata ed apprezzata.
Questo fu il compagno Fausto Samela che rappresentò, e rappresenta tutt’ora nel ricordo vivo di chi lo frequentò e lo affiancò nella passione e nella pratica civile e politica, una figura carismatica dell’Airola di ieri, un compagno gentiluomo, portatore di alti valori morali ed ideali, ormai dismessi dai tanti …troppi che amano sostituire il dileggio alla polemica politica, forte ma sempre incisiva e corretta, egli fu un uomo attento, un professionista e un politico per eccellenza e come diceva Catone fu un vero “vir bonus dicendi peritus”!

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