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In migliaia per l’ultimo saluto a LUIGI NECCO: l’emozione di Vinicio e Canè 

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Dalla nostra inviata Brigida Abate.
Una splendida giornata di sole ha accompagnato il famoso giornalista Luigi Necco nel suo ultimo viaggio.
Un saluto dal sapore sincero da parte di tutti gli amici, conoscenti, giornalisti e simpatizzanti, per il noto telecronista sportivo di 90° minuto appassionato anche di archeologia. Commozione evidente tra i presenti del Napoli di ieri, Corrado Ferlaino, Luis Vinicio e l’ex attaccante brasiliano Canè. A salutare il giornalista, tra le varie autorità, anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il sindaco della città Luigi de Magistris ed  il sindaco di Bussi, dove il popolare giornalista e scrittore aveva ricevuto nel 2014  la cittadinanza onoraria per aver scritto un libro sull’eroe della Resistenza Sirio Riccioni, medaglia d’argento al Valor Militare, originario di Bussi. In “Operazione Teseo” Necco infatti ne aveva raccontato le vicende risalenti al 1945, a Creta, quando Riccioni guidò una piccola brigata e riuscì a salvare 272 soldati italiani che stavano per essere fucilati dai tedeschi.

Toccanti, durante l’omelia, le parole di Padre Gennaro Matino, docente presso la facoltà teologica meridionale e amico di famiglia legato al giornalista da una profonda stima e antica amicizia, per l’uomo, come lui lo ha definito,” il volto di Napoli”, che sapeva dare al valore delle parole, il significato più corretto della comunicazione”. Amante dell’arte, della cultura -ha detto il parroco- e continua :“Luigi Necco ha delineato il tratto decisivo di chi  ha fatto della ricerca personale, la ragionevolezza della parola scambiata. Onestà nelle relazioni, verità nella trasparenza del tratto e coerenza, sono state le tre parole significative che lo hanno contraddistinto. Ha saputo scontrarsi con la parola che diventava seme di dialogo ma anche giusta provocazione” e conclude: “ci ritroveremo e faremo un’esplorazione fantastica senza guardare l’orologio e senza aver paura del tempo”.
Subito dopo il ringraziamento della figlia Alessandra  a tutti i presenti, ha preso la parola, il direttore TGR Campania Antonio Perillo  che ha portato i saluti del direttore generale della RAI  Orfeo, del presidente Maggioni e dell’intera famiglia RAI per un maestro del giornalismo napoletano, un comunicatore straordinario, geniale famoso in tutta Italia per la sua passione del calcio e per il suo modo scherzoso di commentare lo sport ma anche, come ha sottolineato  Perillo, per chi ha combattuto per la legalità, per chi ha raccontato il terremoto dell’80 e per chi ha portato alla Rai l’Archeologia attraendo tantissimi telespettatori. Lo ha ricordato anche il suo amico d’infanzia Peppino Maggio compagno di studi  sotto i lampioni, condividendo  i momenti della guerra, della fame, delle malattie, precisando che Necco con la sua intelligenza aveva superato ogni piccola e grande battaglia. Nella Chiesa S.Giovanni dei Fiorentini, in piazza degli artisti sono arrivate personalità istituzionali, della cultura e del mondo dello sport da ogni dove per dare l’ultimo saluto al grande giornalista. Sulla bara spiccava il suo Borsalino e la sciarpa azzurra del Napoli la squadra che ha seguito al San Paolo fino a qualche mese fa. Le note musicali in sottofondo prima e dopo la cerimonia hanno  fatto vibrare le corde dell’anima di tutti i presenti. All’uscita della Chiesa un plebiscito di persone ha donato un lungo applauso e sulla scia della sua frase mitica “Milano chiama, Napoli risponde “ c’è chi ha gridato “San Gennaro chiama e Luigi risponde”
”Sol chi non lascia eredità di affetti poca gioia ha dell’urna” ma di certo questo verso non tocca al grande giornalista  Luigi  Necco, un faro di umanità, di prestigio e di luce per i grandi affetti da lui seminati ed ora sono semi fecondi che appariranno nell’azzurro infinito del Cielo, il suo colore preferito perché quello della squadra del Napoli e della città partenopea che lui amava senza limiti.

 

Foto e testo di Brigida Abate

 

 

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