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Sant’Agata de’ Goti: Damasco2, Sacramenti per undici ospiti

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Integrazione vuol dire anche professare in modo costante una religione, abbracciarne una nuova e condividerne i sacramenti. Un esempio di quanto si possa ottenere attraverso i percorsi d’integrazione lo stanno per dare undici migranti, ospiti del Cas Damasco2 di Soviano, a S. Agata de’ Goti.
Infatti il 9 marzo prossimo, alle 18,00, presso la Parrocchia di San Tommaso D’Aquino, una delle comunità religiose del territorio santagatese, saranno celebrate le cresime di otto uomini, due donne e un bambino che, da quando sono in Italia, hanno deciso di seguire in modo assiduo e costante la religione cattolica. Tre dei migranti sono già battezzati, per cui per loro sarà il momento della comunione e della cresima, mentre gli altri si avvicineranno per la prima volta ai tre sacramenti della religione cattolica. Infine per il più piccolo sarà celebrato il battesimo.
“Fin dai primi giorni del loro arrivo a S. Agata – ha commentato il responsabile dal Cas Damasco2 Luigi Amoriello – molti migranti hanno chiesto di poter professare la fede cattolica. Grazie alla disponibilità ed alla collaborazione di don Domenico Napolitano, sacerdote della Parrocchia di San Tommaso D’Aquino, alcuni migranti hanno cominciato a frequentare ed assistere alle funzioni religiose, oltre che a collaborare alle attività svolte dalla parrocchia di San Tommaso”.
Alla cerimonia del 9 marzo parteciperanno, oltre agli ospiti ed ai dipendenti del Cas Damasco2, anche il sindaco di S. Agata, Carmine Valentino e l’assessore Giovanna Piccoli, scelti come padrino e madrina insieme ad alcuni dei vertici del Consorzio Maleventum, che, dal primo momento, hanno avallato l’iniziativa e parteciperanno alla funzione religiosa come segno di concreta accoglienza. Nel percorso religioso di questi undici migranti, poi, non sono mancati i momenti in cui hanno assistito a funzioni presiedute dal vescovo don Mimmo Battaglia presso la Cattedrale di Cerreto Sannita o nella parrocchia di S. Tommaso. “Avendo colto la profonda fede di alcuni degli ospiti del Cas Damasco2 – ha continuato Amoriello – in accordo con il Vescovo Battaglia e con don Mimmo, ho presentato la richiesta di far ricevere loro il sacramento della cresima. Nei mesi scorsi, infatti, i migranti hanno seguito un percorso di preparazione spirituale. Alcuni di loro sono stati battezzati nel paese di origine, a differenza di altri. Ancora, una donna, dopo aver partorito il figlio in Italia, ha deciso di abbandonare la fede musulmana e di convertirsi al cristianesimo, chiedendo quindi di poter battezzare il proprio bambino. Non bisogna dimenticare – ha continuato Amoriello – che alcuni di questi migranti sono obbligati a lasciare i propri paesi d’origine appunto per motivi religiosi. Non sono rari i casi in cui sono le stesse famiglie che li perseguitano e li obbligano a cercare fortuna in altre terre”.  Il Cas Damasco2, gestito dalla società Maleventum, è uno dei centri di accoglienza per migranti che fanno richiesta di protezione internazionale. Attualmente ospita quarantaquattro persone provenienti dalla Costa D’Avorio, Nigeria, Gambia, Senegal, Guinea, Ghana, Mali, Togo. Circa la metà degli ospiti segue giornalmente il corso d’italiano svolto all’interno del centro da Maria Assunta Riccio, mentre un’altra buona parte è iscritta e frequenta il corso ad Airola presso il CPIA, per ottenere l’attestato paritario di licenza elementare. Sono questi i momenti che rendono fattiva e concreta l’integrazione e la possibilità di dare un futuro migliore ai tanti africani che negli ultimi anni stanno lasciando i propri paesi d’origine in cerca di una vita migliore.

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