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Randagismo, ordinanza a Pannarano

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Fabio D’Alessio “stringe” sul randagismo. Il sindaco di Pannarano, infatti, ha emesso ordinanza, la numero 8 del 2 Marzo, con la quale vengono ribaditi gli obblighi gravanti sui proprietari e sui detentori di cani in termini di cura e di gestione degli stessi. Un fenomeno in crescita “esponenziale”, quello del randagismo, anche nel piccolo Centro caudino. “E’ necessario, così il primo cittadino, richiamare i cittadini al doveroso rispetto per l’igiene e per la sicurezza pubblica, per l’ambiente e per i diritti degli animali”.  L’iniziativa di Fabio D’Alessio consegue a diverse segnalazioni, giunte dalla cittadinanza, circa l’abbondare di deiezioni sui marciapiedi e circa la presenza di quadrupedi vaganti che, uniti in gruppi, potrebbero rappresentare fonte di pericolo per le persone. Diversi i richiami che emergono nell’ordinanza: vi è quello relativo agli obblighi di custodia, di iscrizione all’anagrafe canina senza dimenticare situazioni particolari come quelle rappresentate dai cani da pastore. Divieto di assoluto, ancora, viene fatto con riguardo alla introduzione di cani in cimiteri, parco giochi ed edifici pubblici. Obbligo, ancora, di condurre gli animali nelle altre aree con guinzagli che non abbiano lunghezza superiore a 1,5 metri. Significativo, inoltre, il riferimento al divieto di somministrazione di cibo in aree pubbliche: con questo cenno si intende ‘colpire’ coloro i quali sono soliti cibare le bestiole non assolvendo agli altri compiti connessi alla detenzione dei quattrozampe. Non possono esistere vie di mezzo, è il ‘concept’ dell’ordinanza: se dai da mangiare agli animali, devi assumerti tutti i doveri gravanti sui padroni (microchippatura, iscrizione all’anagrafe). Si tenta di stringere su un fenomeno che è in crescita e che ha ripercussioni serie sulla salute collettiva e su quella economica. I cani che vengono prelevati dal territorio di competenza e trasferiti in canile costano, infatti, a ciascun Comune circa 2 euro al giorno, vale a dire 730 euro all’anno. Trenta cani in un canile, quindi, si traducono in un esborso superiore a 20.000 euro/anno. La soluzione? Sembra chiara: investire e sostenere, con esborsi certamente minori, il mondo dell’associazionismo e dei volontari.

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Comment(2)

  1. LEGGE 14 agosto 1991, n. 281
    Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del
    randagismo
    Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 203 del 30 agosto 1991
    1. Princìpi generali
    1. Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente.
    E’ illegittima l’ordinanza del sindaco che vieta ai cittadini di dare da mangiare a cani e gatti randagi.

    Dare dai mangiare agli animali randagi, abbandonando il cibo sulle pubbliche vie, non può considerarsi un illecito e pertanto l’ordinanza del sindaco che vieta questo comportamento va annullata. Questo lo dice la Giurisprudenza con più di una sentenza del TAR

  2. Infatti, ľordinanza del sindaco è illeggitima. Non può assolutamente vietare ai cittadini di alimentare gli animali randagi

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