Home ARTICOLI I drone sulle Clarisse, il caso ad Airola
0

I drone sulle Clarisse, il caso ad Airola

0

“Faccio appello al buon senso. Non fate volare i droni sul convento delle Clarisse”. Incredibile ma vero, questo il senso di un messaggio che Michele Napoletano, sindaco di Airola, ha dovuto trasmettere ai suoi concittadini a mezzo social. Ebbene si perchè qualcuno, evidentemente, ha fatto volare con insistenza sull’area in questione il ‘volatile’ elettronico – dotato di telecamera in pancia – che tanto va di moda negli ultimi periodi tra professionisti del settore e semplici amatori. Come si apprende, però, le tecno-incursioni non sarebbero state estremamente gradite alle sei suore tant’è che le stesse avrebbero fatto pervenire al primo cittadino la cortese richiesta di intercedere presso la Comunità al fine di godere di una sorta di “no-fly zone” sul sito religioso. La questione, a primo occhio – a fronte degli stupendi scenari che vengono aperti dall’occhio dei drone – va distinta tra una di opportunità ed un’altra di tipo legale. Quanto al primo aspetto, non sussistono dubbi: far svolazzare, si presume a bassissima quota, il drone sulle teste delle suore è cosa poco delicata considerando la ‘sacralità’ del luogo e il rispetto che si deve alle esigenze di meditazione e riflessione. E stesso discorso varrebbe per qualsiasi genere di proprietà privata: sarebbe certamente poco opportuno far circolare questi apparecchi, magari a tre metri di altezza, in un giardino privato. Questione di tatto. Ma dal punto di vista giuridico, invece, la situazione è estremamente confusa perchè la novità della materia ancora non ha determinato certezze normativo-giurisprudenziali. Ne è riprova il fatto che nessun Comune, sembrerebbe, abbia emesso ordinanze a limitazione di questi tecno-volatili.  Rimanendo in ambito giuridico, va fatto un distinguo tra problemi legati alla sicurezza e tematiche della tutela della riservatezza. Mettendo un attimo in freezer quest’ultimo punto, va considerato, traendo queste informazioni dai siti di settore, come mai si debba volare su persone o case (per i rischi di lesioni o danni connessi ad una eventuale caduta dello strumento o all’impatto con le eliche) e, comunque, sempre a distanza minima di 5 chilometri dagli aeroporti. Ulteriori paletti, poi, riguardano la stazza degli apparecchi e l’uso che se ne intende fare come anche la possibilità precauzionale di stipulare polizze a tutela propria e di quella altrui. Il tutto rapportato alle autorizzazioni Enac, qualora necessarie. Capitolo privacy: su questo versante sussistono principi generali a disciplina della materia ma, come sembrerebbe, non vi sono ancora previsioni specifiche dedicate ai nuovi strumenti.

sponsor

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code