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Pannarano | Sprar nell’ex Comune, De Maio si oppone

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Dal consigliere comunale di opposizione, Orlando De Maio, riceviamo e pubblichiamo

PANNARANO “Sono passati quasi quattro anni dall’insediamento dell’amministrazione D’ Alessio ed una cosa è certa: questa è la peggiore amministrazione che Pannarano abbia mai avuto. Tante sarebbero le questioni da trattare: la percentuale della raccolta differenziata che continua a calare, le indennità che mensilmente Sindaco e assessori continuano a percepire a fronte di 0 risultati, determine fatte e poi annullate in autotutela, liquidazione di euro 3.000 ad associazioni ambientaliste (senza far rispettare loro quello previsto nella convenzione del 06/06/17), convenzioni scadute e mai rinnovate… e ancora tanto altro! Praticamente una confusione totale, artatamente voluta. Oggi l’attenzione e la preoccupazione dei pannaranesi è la questione migranti e il successivo Sprar. Lo Sprar in poche parole non è altro che un sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati ed è costituito dalla rete degli enti locali con il prezioso supporto del terzo settore. Lo Sprar è l’unico sistema di accoglienza sostenibile basato appunto su piccoli numeri che consente ai comuni di gestire il fenomeno dei migranti in modo più controllato, non come oggi, visto che non passa giorno che a Pannarano non si vede qualche migrante nuovo e non si riesce a capire chi sono e soprattutto quanti sono quelli ospitati nel centro di Pannarano. Il numero è sempre in aumento: lunedì scorso la prefettura di Benevento ha chiuso un centro migranti a Benevento e dei 20 ospitati in quel centro 3 sono stati dirottati a Pannarano. Il comune di Pannarano ha avuto un finanziamento da parte del Ministero dell’Interno di euro 551800 (co-finanziamento compreso), per numero 35 migranti assegnati e non 35 nuclei familiari come qualcuno, artatamente, vorrebbe far credere. Con l’attivazione dello Sprar e con quelli già presenti, Pannarano dovrebbe ospitare più di 100 migranti. Il nostro caro sindaco sa benissimo che ci sono ancora tanti comuni che non hanno nessuna forma di accoglienza e, allora, perchè Pannnarano dovrebbe avere uno Sprar e un centro temporaneo già esistente? Qualcuno lo può spiegare ai pannaranesi? Non tutti sanno, cosa che i nostri amministratori sanno benissimo, che per i comuni come Pannarano esiste una “clausola di salvaguardia”, voluta dall’ Anci, che rende esenti dall’attivazioni di “ulteriori forme di accoglienza” quei comuni che appartengono alla rete Sprar e quindi i nostri amministratori si devono attivare, in modo serio, per una riduzione graduale dei migranti presenti a Pannarano. Il tutto deve essere programmato tra prefettura e comune. C’è la volontà di fare questo? La direttiva del Ministero dell’Interno dell’11 Ottobre 2016 prevede che le prefetture operino affinchè i centri di accoglienza temporanei presenti eventualmente sul territorio dei comuni aderenti alla rete Sprar vengano gradualmente ridotti, ovvero ricondotti ove possibile a strutture della rete Sprar medesima, fino al raggiungimento della predetta quota di posti. E’ quindi previsto, anche se gradualmente, la progressiva riduzione dei posti eccedenti la quota prevista dal piano. Questo significa che Pannarano deve ospitare 35 migranti e non uno di più. Gira voce , e questo è un fatto ancora più grave. che l’amministrazione è intenzionata ad “ospitare”i 35 migranti dello Sprar nel vecchio comune di fronte alla chiesa e quindi proprio nel centro del paese! Sarebbe poco opportuno e per diversi motivi: struttura non adeguata, posizione, tanti e molto costosi lavori da fare per renderla abitabile. La normativa in materia è molto chiara: l’articolo 20 del D.M 2016 parla di immobili pienamente e immediatamente fruibili e quella struttura non lo è. Tra i tanti requisiti della norma, poi, si parla di immobili ubicati in centri abitati adeguatamente serviti dal trasporto pubblico al fine di consentire una regolare erogazione e fruizione dei servizi di accoglienza integrata nonchè conformi alle vigenti normative comunitarie, nazionali e regionali in materia residenziale, sanitaria, sicurezza antincendio e tanto ancora. Tutti requisiti che, secondo me, la struttura in questione non possiede. Per non parlare poi dell’agibilità della struttura! Qualche soluzione ci sarebbe e sarà motivo di discussione di un prossimo consiglio comunale chiesto dalla minoranza proprio sulla questione. L’invito che faccio ai nostri amministratori è quello di pensare bene a quello che fanno, di valutare bene tutta la questione, perchè i pannaranesi sono preoccupati di come si sta evolvendo la situazione. La prova evidente sono i tanti interventi dei pannaranesi sulle reti social.

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