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X Factor | Nella nostra diocesi già dal 1705

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di Angelo Marchese – Dovevano stonare proprio tanto le corali che, tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700, nelle Chiese della Diocesi di Benevento, retta allora dall’Arcivescovo Metropolita Vincenzo Maria Orsini, divenuto poi Papa Benedetto XIII, se una Notifica, inserita negli atti del Ventesimo Sinodo, vietava agli “stonati” di cantare in Chiesa durante le funzioni. Già in precedenti Sinodi si erano dettate le linee guida sull’esecuzione di Canti Gregoriani durante le funzioni ufficiali della Diocesi, stabilendo, per arginare il “sentito” problema, anche una multa di sei ducati che, a quanto sembra, non aveva prodotto alcun risultato. La colpa, come accertato e come recita la stessa notifica, era stata imputata ad un “non controllo” da parte dei Parroci della Diocesi.

Con il Ventesimo Sinodo, quindi, il Cardinale Orsini, insieme ai componenti della Commissione Ecclesiastica del Sinodo, tra i quali facevano parte anche i caudini Giovanni Gherardi arciprete di Cervinara e Francesco de Laurentiis di Montesarchio come Esaminatori Sinodali e rappresentanti delle Parrocchie non cittadine e Cherici Regolari Teatini, stabiliscono il DIVIETO ASSOLUTO di cantare Canti Gregoriani senza permesso del Vescovo o di una commissione da lui nominata.

Gli “aspiranti Cantori” per essere abilitati, quindi, venivano sottoposti ad un esame di canto alla stregua di un moderno “X-Factor”.

La Diocesi, in virtù di quella notifica, farebbe bene, ascoltando i canti di alcune corali caudine, (giusto per sorridere con i ns. lettori) a ripristinare la “secolare” abitudine all’audizione alla X-Factor.

Ecco la foto del documento e la sua trascrizione:

NOTIFICAZIONE

Con cui si proibisce, sotto pena della sospensione isso fatto, riservata all’Eminentiss. Arcivescovo, il Canto Gregoriano nelle Chiese Urbane, e Diocesane, quando non vi siano quattro “cantori” approvati dallo stesso Eminentissimo Arcivescovo

FR. VINCENZO MARIA DELL’ORD. DE PREDICAT.

Per Divina Misericordia Vescovo Tusculano, della S. R. C.

Cardinale Orsini, della S. Chiesa di Benevento Arcivescovo.

Per Divina Misericordia Vescovo Tusculano, della S. R. C.

Cardinale Orsini, della S. Chiesa di Benevento Arcivescovo.

Essendo insopportabile la dissonanza delle voci di taluni, che né Cori Ecclesiastici vogliono cantare il canto Gregoriano senza haverlo, ò poco, ò niente imparato, ordinammo V nostro Sinodo Diocesano cap. 3 – n.2. sotto la pena di sei ducati, che si fossero cantate le Messe, ed altri divini Uffizii con canto all’uso de’ Cherici Regolari Teatini, finattanto, che da’ Cleri, obbligati al Coro, si fosse bene appreso il sudetto canto Gregoriano, e da Noi ne ha vessero ottenuto la necessaria approvazione. Ma perchè la detta pena pecuniaria ò non è stata temuta, ò non è stata da alcuni de’ nostri Vicarii Foranei, noi, in virtù della nostra presente Notificazione, espressamente, sotto la pena della sospensione di lata sentenza, a noi riservata, proibiamo l’uso del canto Gregoriano in tutte, e qualsisiano Chiese, ò Collegiate, ò Ricettizie, ò Parrocchiali della nostra Città, ed Arcidiocesi, tanto nelle Messe, quanto in tutti gli altri divini Uffizii, ogni qualvolta nel Coro non vi siano quattro periti Cantori, approvati da Noi, è da altro Ministro di nostra speziale commissione.

Data nel Consesso Sinodale, canonicamente ragunato nella nostra Chiesa Metropolitana à 24 Agosto 1705.

Firmato

FR. VINCENZO MARIA CARDINALE Arcivescovo

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