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Forchia, il no della gente all’ipotesi forno crematorio

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Il forno crematorio di Forchia non si farà. L’ipotesi progettuale ha impattato contro il muro di un “no” popolare mai come questa volta deciso e trasversale. Qualche mese fa, si ricorda, era giunta sulla scrivania di Margherita Giordano, sindaco al terzo mandato, la proposta di un imprenditore finalizzata alla posizione sul territorio forchiense, in particolare nell’area prossima al cimitero, dello specifico impianto. Impianto che, come dallo stesso suo nome, assolve al compito di cremare i corpi di quanti, in vita, hanno espresso questa volontà rispetto alla procedura del normale interramento. Il problema legato a queste strutture (in Italia ve ne sono funzionanti circa 67, appena 7 dei quali nel Meridione) è quello relativo alla possibilità di inquinamento: parte della scienza, infatti, ritiene che la combustione dei corpi generi fumi che possono rivelarsi nocivi per l’ambiente e per la salute umana. Altri, invece, sostengono che la sempre maggiore raffinatezza delle procedure scongiuri questo rischio. Proprio il fattore-inquinamento, però, ha spaventato la gente di Forchia che nel contesto del confronto aperto promosso dall’Amministrazione comunale (concordato con il Capogruppo di minoranza), ha gridato (in alcuni casi letteralmente) la propria contrarietà. Dal Comune di Forchia, viene fatto sapere, si sottolinea come la decisione della gente sia quella dell’Ente, già propenso a rispondere in modo negativo alla istanza dell’imprenditore. La presenza, tuttavia, di un ritorno economico (le casse del Comune avrebbero tratto benefici da questa operazione) aveva portato la squadra Giordano a promuovere un incontro con il popolo per esporre i pro ed i contro. Ma, come detto, i forchiensi hanno chiaramente opposto il disco rosso. Il forno crematorio non si farà.

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