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Airola, c’è un caso movida?

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Ad Airola c’è un caso movida? C’è un caso alcol, relativamente al consumo dello stesso presso i minori? Le cifre sono allineate a quelle della media nazionale o, invece, nel Centro caudino si registra un picco meritevole di particolare attenzione e, quindi, di adeguate contromisure? Sono interrogativi che pretendono di essere sciolti all’indomani delle ultime segnalazioni che continuano a piovere all’attenzione degli Organi competenti. Dell’uso smodato di alcol tra gli “under” se ne è discusso, in realtà, con una certa ciclicità anche negli ambienti istituzionali cittadini: non poche volte, infatti, tale annotazione di preoccupazione è giunta all’attenzione dalle sedi della opposizione nel contesto di più di una seduta consiliare. La questione, però, spesso e volentieri è stata derubricata quasi come fosse fisiologica. Bartolomeo Laudando, si apprende, ha ufficialmente richiesto al Comune di convocare un tavolo tecnico sulla questione ed il sindaco Michele Napoletano avrebbe anche dato la propria disponibilità in tal senso. Intanto gli imbecilli (alcol o meno) dilagano: da chi ha realizzato scritte oltraggiose addirittura all’esterno dell’edificio delle Clarisse a quanti, invece, hanno pensato “bene” di imbrattare la fiancata di un auto con feci umane. Anche Giulia Abbate è intervenuta sul generale andazzo e, pur invitando a non sguazzare politicamente in queste situazioni, ha invocato “tolleranza zero” nel caso si dovessero beccare gli autori delle varie bravate. Videosorveglianza (con riguardo ai raid vandalici in genere), attività di sensibilizzazione nelle scuole (con stretto riferimento ai danni da alcol) potrebbero essere supporti validi. La sensazione, però, è che si stringerà sui locali pubblici sorvegliando sul rispetto dei riferimenti normativi in relazione a vendita/somministrazione di alcol a giovani e giovanissimi. Intanto – considerando come le Forze dell’Ordine da tempo sono presenti negli ambienti giovanili cittadini – l’appello principale è quello rivolto ai genitori di Airola (e non): vigilare sui movimenti dei propri figlioli (in modo discreto e mai poliziesco) resta sempre la prima e migliore arma per cogliere sul tempo qualsiasi genere di condotta impropria.

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