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Airola | Questione movida: la nota di Ruggiero.

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Tiene banco ad Airola la questione sicurezza della movida dopo la lettera di un genitore preoccupato pubblicata da Bartolomeo Laudando a cui fa seguito questa nota di Diego Ruggiero sul suo profilo Facebook.

Ho letto con attenzione la lettera del genitore “pentastellato” scritta al portavoce del suo movimento sulla “movida” airolana. Girarsi dall’altra parte ha infatti poco senso.
Come non condividerne l’afflato e la compostezza nell’esporre il problema che è sotto gli occhi di tutti di noi. Un problema che però deve essere affrontato globalmente dalla città di Airola, senza cercare colpevoli o capri espiatori.
Vorrei allora, se mi è possibile, dismettere i panni della politica e parlare cuore a cuore ai miei concittadini da genitore prima di tutto e da operatore del sociale che ha sempre avuto che fare con i giovani.
L’adolescenza infatti è l’età del divenire: l’età in cui si smette di essere bambini e si inizia a fare i conti con la domanda di senso che ci accompagnerà per tutta la vita. Quella domanda è semplice: poter essere se stessi. Come cantava Guccini siamo alla ricerca di quelle mete che possono “spegnere quella eterna sete di poter essere se”. Riuscire a capire chi sei, cosa vuoi e dove vuoi andare. E’ un guazzabuglio che ha scosso noi alla loro età e che ancora per molti è il gran rompicapo della vita, sedato nell’esperienza…ma sempre rompicapo.
Mi chiedo allora se noi genitori riusciamo ad essere all’altezza di queste domande. Le istituzioni (la scuola, le parrocchie, il comune, le associazioni etc) riescono ad esserlo?
A me la movida “senza regole” preoccupa ma non penso che sia un semplice problema di repressione della vendita di alcolici o di coprifuoco. Non sono i controlli che riempiono di senso le domande che i nostri adolescenti si fanno.
Di fronte a queste domande, noi tutti (politica, istituzioni, scuola, parrocchie, comune, associazioni etc) riusciamo a fornire proposte “alte” ed impegnative? Riflettiamo a fondo insieme! Troviamo unità di azione soprattutto sul piano della ricerca di una cultura ed una sensibilità condivisa. Non dividiamoci su questi temi!
No, la strada no è quella della semplice repressione e dei controlli!
Andiamo a fondo: se per qualcuno dei nostri adolescenti pensa che divertirsi il sabato sera può anche essere bere, tripparsi e fare i bulli, ci chiediamo perché lo fanno? Nessuno nasce imparato, nessuno sa già fare il genitore, l’amministratore, l’insegnante o il parroco. Nessuno. Non scarichiamoci allora vicendevolmente questo problema. Affrontiamolo invece insieme come comunità cittadina di Airola.
Certo ci vuole il controllo e chi lo chiede non erra, ma il discorso ha una profondità unica.
Siamo noi all’altezza di questi mutamenti? Prima di tutto allora siamo noi adulti a doverci mettere in discussione! Quali proposte facciamo ai nostri giovani alla ricerca di se?

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