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Montesarchio | L’ultimo saluto e il ricordo dello storico Pellegrino il barbiere.

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Ieri, nella chiesa della Purità, la comunità di Montesarchio ha dato l’ultimo saluto a Pellegrino Lampariello morto a 95 anni. Persona esemplare in famiglia, nel lavoro e nel sociale. Conosciuto meglio come Pellegrino il barbiere per la sua attività iniziata negli anni dell’immediata dopoguerra in piazza Umberto Primo, si era trasferito poi in via San Rocco dove ha continuato fino a pochissimo tempo fa il suo operato. “Una mente storica del paese,quando bisognava identificare una persona o un luogo di altri tempi dava le giuste indicazioni”, ha detto l’esperto storico Angelo Tinessa che continua: “A me ha dato due foto introvabili, una delle quali ritrae quando il convento dei cappuccini, da cui la denominazione del luogo, fu adibito a caserma dei militari e un’altra quando nel palazzo attualmente conosciuto come palazzo Alterisio già prima della proprietà dei D’Avalos, dopo l’Unità, c’era stato il commissariato di polizia e poi agli inizi del ’900 fu inaugurato il cinema”.  Una grande fonte resta Pellegrino il barbiere, colui che tutti ricordano per la sua impeccabile professionalità nel suo lavoro, disponibile in modo particolare con chi non poteva per motivi vari andare al suo salone, sempre pronto per il lavoro anche a domicilio.
Resterà vivo nel ricordo di tutti anche per le sue qualità di persona semplice, garbata e con quel tono di voce sempre pacato.
Non sono state poche le testimonianze di affetto.Il paese è stato tappezzato da messaggi di cordoglio e da frasi dal sapore genuino, da parte di tutti. Lo ricorda pure il sindaco Franco Damiano che, commosso, ha detto: ” Quest’anno mi mancherà quel delicato bigliettino di auguri natalizi in cui zio Pellegrino trasmetteva bene il senso del dovere e del bello”. Toccanti le parole di don Giancarlo D’Ambrosio durante l’omelia per la sua profonda devozione sottolineando che ”aveva la capacità di trasformare sempre il male nel bene e nella pace”. Lo ricorda anche don Votino, già parroco della Chiesa SS. Annunziata, come una persona molto devota, educatissima e rispettosa: “Veniva a messa sempre silenzioso ogni mattina ma cosi attento ed interessato alle omelie che a fine messa chiedeva ulteriori spiegazioni”. E’ stato priore dell’Arciconfraternita di San Antonio e Fondatore dell’omonimo circolo ma anche ideatore del gruppo di preghiere Padre Pio di Montesarchio.
Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna”. Certo questo verso non tocca a Pellegrino che di affetti ne ha seminati tanti ed ora sono semi fecondi nell’infinito delle qualità umane, sociali e religiose e costituiscono senza dubbio un esempio da seguire per le giovani generazioni

Brigida Abate

Brigida Abate

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