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Airola, super-topi: paura e disgusto

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Scatta la corsa al neologismo “animale” in quel di Airola. C’è chi parla di topo-gatto, chi invece di topo-coniglio. Cambia l’abbinamento, ma non la sostanza. Nel Centro caudino sono ormai troppi, oltre il fisiologico, gli avvistamenti di ratti. E non si tratta, come comprensibile, del simpatico topolino di campagna bensì di quadrupedi alquanto corpulenti. La polemica è riesplosa all’indomani di una foto postata sui social da una signora del luogo (che, per questioni di rispetto degli stomaci e della comune sensibilità, abbiamo omesso di pubblicare): ad essere raffigurato un topolone che, come rivela la “cacciatrice” e come si coglie anche ad occhio, presenta dimensioni “paragonabili a quelle di un coniglio”. Il bestione è stato oggetto di battuta di caccia, perchè di ciò si tratta, presso le palazzine Portobello di via Caracciano. E, fonti prossime all’ambiente, ci riferiscono che la zona sarebbe praticamente infestata. Alle lamentele di ora fanno eco quelle che rimbalzano da via Portanova dove la signora Franca, ad esempio, afferma di averne beccati almeno un paio “grossi come gatti”. Esagerazioni? Sembrerebbe proprio di no. Centimetro più, centimetro meno, in effetti, i topastri ci sono ed è inutile ribadire come gli stessi possano rappresentare un serissimo pericolo dal punto di vista igienico-sanitario. E se verba volant, poi, “video manent” (ci si conceda la licenza): è nella memoria di molti il video che fu “girato” pochi mesi nella piazzetta del Banco di Napoli. Ad essere documentata fu una vera e propria famiglia “murina”: madre con tanto di prole al seguito. Non si scherza, urge provvedimento: la derattizzazione, come noto, non viene direttamente eseguita dal Comune bensì da azienda appaltata dall’Asl. Il calendario su Airola prevede nella seconda metà del 2017 quattro interventi: due già effettuati (il 29 Agosto ed il 27 Settembre) e due da attuare ancora (8 Novembre e 13 Dicembre). Per il resto, in caso emergenziale, spetta al Comune l’attività di sollecito e, comunque, la gestione dell’ordinario rispetto a fattori potenzialmente predisponenti. Ovvero cura del verde, complessiva pulizia del territorio, e manutenzione dell’apparato fognario.

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