Home ARTICOLI Cervinara | I corpi abitati e i luoghi vestiti di Luciano De Santis
0

Cervinara | I corpi abitati e i luoghi vestiti di Luciano De Santis

0

Palazzo Buonanni. Il portone è aperto. Sul soffitto dell’ingresso rifulge un antico stemma color oro. Ciò che tutti si chiedono è perché a Cervinara si conosca soltanto il Palazzo Marchesale. Certo, è bello, è curato, ma non è l’unico. 
Una volta residenza del chirurgo maggiore della Reale Artiglieria di Ferdinando IV, Palazzo Buonanni è disabitato da diverso tempo ed è stato recuperato soltanto l’anno scorso dai ragazzi diretti da Alessandro Carofano. Stavolta è stato invece scelto, in segno di omaggio, come sede per ospitare la mostra fotografica di Vincenzo De Lucia. Il nome della mostra, “Corpi abitati e luoghi vestiti”, sottintende un rapporto sinergico tra architettura e moda, tra umano e naturale, tra atavico e nuovo, dove il contemporaneo si mescola al paesaggio tradizione. Una convivenza felice. Le foto appese alle pareti delle ampie stanze del palazzo mostrano una ragazza in bianco e nero. La figura, ripresa con un’espressione decisa, sembra quasi partecipare alla triste decadenza del palazzo che la ospita. A volte sta ritta, altre volte è seduta. Il bianco del vestito è illuminato dal sole di fine estate. In uno scatto, si intona con i panni stesi in un cortile che, se noi volessimo, chissà quante storie potrebbe raccontarci. De Lucia ha voluto, con occhio curioso e attento, fotografare i luoghi nascosti di Cervinara, gli anfratti, coniugandoli con una giovane figura femminile. Si cerca subito, d’istinto, di riconoscere il luogo in cui ogni foto è stata scattata. Tuttavia risulta spesso un tentativo vano per molti. Non sono luoghi comuni, attraverso i quali ci si ritrova a passare spesso. Sono angoli del paese che l’artista ha voluto artisticamente recuperare.
Storia e fotografia vanno in fondo di pari passo: l’aspetto antico delle camere si riflette nelle foto in bianco e nero, creando un gioco di specchi, di luci e ombre, un rimbalzo tra passato e futuro. Ruralità e moda, a detta dell’artista, si incastrano perfettamente. La giovane fotografata, a tratti, sembra l’Ofelia shakespeariana, intenta a raccogliere, prima dell’improvviso suicidio, i fiori nel bosco; in altre occasioni, invece, palesa l’altezzosità di Lady Macbeth. La prospettiva verso l’alto segna poi i confini col cielo, e a guardare le foto sembra quasi di udire un lontano mormorio, un’eco esitante, schiva. 
C’è comunque un filo immaginario che pazientemente guida i visitatori da uno scatto all’altro. Uno spettacolo per gli occhi e, in parte, per il naso. Si respira un che d’antico e d’ombroso in ogni stanza: gli indumenti ne sono subito pregni. I passi, piuttosto che andare in avanti, vanno all’indietro. Ma dove portano queste stanze? Quale funzione svolgevano quando erano abitate? Seppur vuote, vengono d’un tratto riempite da un’immaginazione sempre più feconda. Le figure stilizzate di chi prima le abitava rivivono di luce nuova attraverso le storie che ora vengono di colpo raccontate. Riesce a far questo l’arte. Passo dopo passo, stanza dopo stanza, la vista si ferma di fronte a ogni foto, fino a una camera di primo acchito diversa dalle altre. Sembra di entrare nel sacro laboratorio dell’artista, nella calda fucina del creatore. Un’installazione luminosa mostra la serie di negativi utili allo sviluppo delle fotografie in analogico. È sempre più un tuffo nel passato. I negativi segnano un’immaginaria linea del tempo: il processo compositivo diventa esso stesso opera da ammirare. I colori sono antitetici e mostrano esattamente il contrario. Un altro lato delle opere precedentemente osservate: il dietro le quinte del fotografo. E se la fotografia racconta ciò che l’artista vede, allora stavolta questi ha visto una Cervinara nascosta, che si può conoscere soltanto rappresentandola. L’arte resuscita i luoghi, e Cervinara, che di luoghi da recuperare ne ha davvero tanti, ha un disperato bisogno di questa.

Luciano De Santis

sponsor

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code