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Montevergine | Il Santuario del Partenio 3

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L’interno del Tempio, è a tre navate; la centrale ha in fondo il ricchissimo altare maggiore che ha quattro colonne di marmo verde, che appartenevano all’antico Tempio pagano. Le navate Iaterali raccolgono numerosi monumenti di grande interesse storico ed artistico. Sono notevoli fra questi: i sarcofaghi longobardi di Bertrando e di Iokis ed il Mausoleo di Caterina Filangieri del 400.

Nella Cappella delle Reliquie si nota la tomba di S. Guglielmo e I’urna d’argento con i resti di Mjsach, Sidrach e Abdenago (che la Bibbia dice salvati dalla fornace di Nabuccodonosor) donata da Federico II di Svevia. Vi sono anche molte aitre urne di Santi e di Martiri. Nella Cappella della Madonna si notano il sarcofago della Valois, i dipinti dell’illustre pittore irpino, Vincenzo Volpe, fra i quali il grandioso quadro dell’Apparizione del Redentore a S. Guglielmo, e le belle lampade di argento donate dai Borboni.

L’immagine della Madonna fu donata nel 1310 al Cenobio, da Caterina Il di Valois, sposa di Filippo d’Angiò. Il dipinto è di puro stile bizantino ed è attribuito a S. Luca. Fu restaurato dal pittore Montano di Arezzo. La bellissima immagine era venerata in Costantinopoli. L’imperatore Baldovino II, fuggendo la notte del 25 luglio 1275 portò seco tutte le cose preziose del suo Reame e fra esse anche la preziosa immagine della quale fu possibile salvare la sola testa. Difatti, gli storici affermano che la sola testa della Vergine è quella già esistente a Costantinopoli e che il resto del quadro è di data posteriore. Dopo la morte di Belisario II il quadro passò al figlio Filippo e da questi a Caterina I moglie di Carlo di Valois e finalmente alla loro figliuola Caterina II.

Nella Cappella dei Sacramento si ammira il baldacchino in mosaico bizantino; donato nell’anno 1309 da Carlo Martello. Sono, infine, notevoli il monumentale organo, opera di Nicola Criscuolo da Venafro, ed il coro, che è una squisita opera del 500. Resta ancora da visitare il Museo del Chiostro, (ove sono conservati vari frammenti di iscrizioni e statue riproducenti antiche divinità), ed il Palazzo Badiale di Loreto, residenza invernale dei P. P. Verginiani, costruito nel 1749. In questo si conservano preziosi arazzi fiamminghi del 500 e molti mobili antichi.

Fra Ie pitture sono notevoli un S. Francesco attribuito al Reni, un S. Sebastiano di scuola veneta, un Cristo del Caracci ed altri quadri del De Maio e del Volpe. Al Santuario di Montevergine, che ha tanta importanza nella storia della Fede, nella storia del Meridionale d’Italia, e nella storia dell’Arte sono legati i nomi di Ruggero il Normanno, Guglielmo il Cattivo, Guglielmo il Buono, Enrico VI, Federico II di Svevia, Carlo I d’Angiò, Carlo II d’Angiò, Carlo Martello, Re d’Ungheria, Alfonso I ed Alfonso II d’Aragona, tutti i Re di Casa Borbone, nonchè i Papi Sisto V, Celestino V, Gregorio XIII, Benedetto XIII e Gioacchino Pecci (Leone XIII).

Dal Governo Nazionale di Benito Mussolini, Montevergine otterrà la sua strada carrozzabile che valorizzerà grandemente questa deliziosa plaga Campana; e sulla vetta del Partenio, oltre ai pellegrini, andranno certamente più numerosi i forestieri, così avidi delle nostre bellezze. E Montevergine di bellezze ne ha tante.

(Fine)

(A cura di Angelo Marchese)

(Avellino e il santuario di Montevergine – Le cento città d’Italia, Casa editrice Sonzogno, 1937)

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