Home CULTURA I luoghi della storia 2 | Plistia e Pauna

I luoghi della storia 2 | Plistia e Pauna

0

Plistia, o Plistica

A non molta distanza da Saticola fu un’altra città de’ Caudini di qualche importanza, detta Plistia e Plistica da Livio, ma è forse da preferire questa all’altra lezione, perchè col medesimo nome trovasi indicata da Diodoro Sicolo. Apprendiamo da questo storico che Plistica, dove era una grossa guarnigione romana, fu espugnata da Sanniti nell’anno stesso che si collegarono co’ Sorani, e combattettero sotto le mura di Saticola. Livio narra presso a poco lo stesso col dire che, avendo i Sanniti nel 439 perduta la speranza di difender Saticola occupata da’ Romani, a render loro il contraccambio, passarono all’assalto di Plistia ch’erasi con essi collegata, e che presero a viva forza. Altro non ci è noto di questa città, il cui nome, di greca derivazione, fa sospettare un’origine greca, da attribuirsi, a quel che mi sembra, a’ Pelasgi per la vicinanza con Calazia, che ho conghietturato fondata da detti popoli, non vi essendo rimembranza di colonie elleniche in questa parte delle nostre contrade, alle quali altrimenti ascriver se ne potrebbe la fondazione. Quanto al di lei sito, per l’analogia del nome e per alcuni ruderi un patrio scrittore lo riconobbe nel luogo detto Presta, tra S. Agata de’ Goti e il monte Taburno, dove verso la fine del passato secolo vedevansi non pochi antichi avanzi, e furon trovati titoli sepolcrali, i quali dimostrano che fu quel luogo abbandonato dopo il tempo de Romani. Or se si conviene della detta situazione, soprattutto per la vicinanza di Saticola secondo Livio, Plistica non era distante da questa città più di quattro miglia, se piuttosto che a Limatola si vorrà riconoscere a S. Agata de’ Goti, comechè non manchi ancora chi riconosca le rovine di Plistia sul monte Gagliola presso il villaggio di Turone.

Pauna

Dobbiam la notizia di questa città a Strabone, il quale l’annoverò tra quelle che sopravanzarono alle distruzioni di Silla. Alcuni dotti critici pensano non pertanto doversi leggere IIxyvx il di lei nome, riferendo a questa città del Sannio i Panicei mentovati da Plauto, allorchè parla di varii popoli, de’ quali giocosamente trasferisce i nomi a panettieri e venditori di placente, tordi e ficedule. Ma ripugnando a tale interpetrazione la vera lezione del geografo, piacque ad un patrio scrittore preferire la lezione Cisauna, di cui è memoria nell’epitaffio di Scipione Barbato. Questa città appartenne propriamente agl’Irpini, ed il luogo detto Peuna nella Valle Caudina tra S. Martino e S. Angelo della Scala, dove per l’analogia del nome alcuni situano la detta città sannitica, par che confermi la lezione di Strabone, e dilegui le dette conghietture.

da Storia delle due Sicilie – Nicola Corcia

Angelo Marchese

sponsor

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*