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Caso Angelo – Giustizia o scherno? di Agnese Monaco

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26 maggio 2017, Tribunale di Paola (CS), il giudice ha emesso la sentenza condannando al massimo della pena i quattro individui che hanno brutalmente torturato ed ucciso il cane randagio Angelo, filmando la sua morte su un noto social network. Un video orribile, pieno di sadismo, dove un essere innocente, fino all’ultimo respiro continuava a scodinzolare ai suoi carnefici. Questo orrore è stato condiviso, ottenendo un susseguirsi di casi analoghi, di altre morti innocenti, provocate da altri, più o meno, emulatori. In questi mesi abbiamo sentito e visto di tutto in merito a questo nefasto evento. Giudizi asserenti :”E’ solo un cane”, altri :”Era solo una bravata tra ragazzi”, ecc ecc. Mi dispiace ma la vita non è un gioco. Un tale gesto non è possibile che resti impunito, infatti il giudice sapientemente li ha condannati. La pena è di un anno e quattro mesi di reclusione, ma essendo incensurati, non varcheranno la soglia del carcere. Avranno però l’obbligo di prestare i servizi sociali per sei mesi presso uno dei canili delle loro zone. Oltre al risarcimento di duemila euro a ciascuna delle onlus che si sono costituite parti civili nel contenzioso, tra cui gli Animalisti Italiani. Resta di fatto una condanna penale nei confronti dei quattro. La prima nella storia. Perchè indurire le pene? Perchè attualmente le normative in merito, non permettono di attribuire una giusta pena a questo genere di reato. Perchè stiamo vivendo in un mondo complicato, dove la morte e le barbarie sono all’ordine del giorno. Perchè adeguate pene, riusciranno a limitare notevolmente questi scempi. Parlando con un avvocato specializzato del settore, ho appreso che il giudice non ha potuto inserire nella pena, la perizia psichiatrica perchè, non vi è equiparazione tra i reati cagionati all’uomo e quelli agli animali. Questi ultimi sono esenti da questa prassi. Fin ora abbiamo raccolto tante firme per inasprire le pene, con i banchetti degli Animalisti Italiani e divulgando nei vari eventi la raccolta firme per questa petizione. Tutte le onlus animaliste unite, in un questo grande scopo, che piano piano cambierà il mondo, forse rendendolo più giusto. Ricordiamo che questa è la prima sentenza in assoluto dove si è dato il massimo della pena. Questo è il primo gradino, di un cambiamento in cui , il nostro Presidente Walter Caporale, ha sempre creduto e portato avanti da tanti anni. Questa è una vittoria. La pena sostitutiva è assai singolare, da un lato, dall’altro l’unica optabile nell’attività decisionale del giudice. Il servizio nel canile dovrebbe fungere come riabilitazione degli stessi al crimine commesso. Ricordiamo che in giudizio i quattro hanno ammesso “la colpa”. L’ammissione della colpa comporta la riduzione della pena. Decretato l’ottimo lavoro svolto dal giudice, la grande soddisfazione per tutti gli animalisti, è da aggiungere però che, la pena sotitutiva non sarà una scappatoia, infatti, essi dovranno dimostrare un reale e sincero ravvedimento, come appunto afferma la Legge. A tal proposito sarà posta una vigilanza sull’attività di volontariato dei quattro che dovrà avvenire presso una struttura accreditata ed ovviamente svolta in modo serio e concreto. Chi certificherà poi, trascorsi i sei mesi, dovrà avere la possibilità di valutare se realmente vi è stato ravvedimento in tal senso. Ha dichiarato dopo la Sentenza il Presidente Walter Caporale, (di cui cito parte del post) : ”Sin da ora comunico che gli Animalisti Italiani onlus pagheranno due volontari, uomini, che staranno tutti i giorni di tutti i sei mesi, fuori o dentro (fuori se non ci faranno entrare), il canile in cui verranno mandati gli aguzzini di Angelo, a controllare, … ”. Fuori dal Tribunale, gli Animalisti Italiani, con un grande Riccardo Manca (Responsabile Eventi Animalisti Italiani Onlus) hanno posto 23 candele, posizionandole formando un cuore. Una per il cane Angelo e le altre per ricordare le 22 vittime dell’attentato di Manchester. Tutte vittime della folle crudeltà umana, o meglio “disumana”. Precisiamo che il Presidente W. Caporale ha sempre posto come stendardo le azioni non violente mirate a donare consapevolezza di cosa succede nel mondo ed ha sempre professato pace tra le “umane genti”. Ed infatti, ieri gli Animalisti Italiani erano a Paola, con educazione, coerenza e determinazione, per rendere l’urlo di Angelo, “l’urlo di tutti” i più deboli che periscono e sopperiscono alle brutalità altrui. Le candele in segno di ricordo e di pace, sono l’esempio della politica di base. Tanto da far sì che si unissero a loro anche i residenti, sdegnati dalla barbara uccisione di Angelo. E’ spesso consuetudine sentirsi dire :”Ci sono tanti bambini che soffrono e voi vi occupate degli animali?”, in realtà non è propriamente così. Io ad esempio sono una volontaria degli Animalisti Italiani e faccio volantinaggio ed in tutti gli eventi culturali ed artistici dove partecipo inserisco sempre le loro brochure informative. Ho partecipato a parecchie raccolte firme. Quindi mi è capitato di ricevere queste risposte. Essere animalista significa rispettare gli esseri viventi. TUTTI. Significa avere una sensibilità tale da soffrire vedendo tutto questo male che aleggia nel nostro mondo. Mi sto dilungando ma ci tengo a raccontare questo aneddoto. La sorte ha voluto che l’ultimo banchetto di raccolta firme c’è stato il giorno seguente a quello dell’Unicef dove io ho dato una mano ad una mia amica della sede di Roma. Il giorno seguente appunto, distribuivo con gli altri volontari i volantini per indurire le pene davanti al banchetto degli Animalisti Italiani. Passarono due suore, mi diressi verso di loro con la brochure, una di loro mi disse appunto quella frase. Le risposi: “Madre ieri ero al banchetto Unicef. Oggi sono qui, perchè in un certo senso anche io come lei voglio fare del bene al prossimo, qualunque esso sia”. La Madre mi sorrise, accettò il volantino e mi disse: ”Sei una brava persona, che il Signore ti sia sempre seguace”. Credo che nella vita bisogna solo “avere orecchie per ascoltare” il prossimo, prima di esprimere ogni tipo di giudizio. Aiutare i bisognosi e i più deboli dovrebbe essere solo una normale consuetudine. Tante voci potranno renderci migliori. Ascoltiamo i nostri cuori.

Agnese Monaco

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