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Montesarchio | Tutte le scuole contro le mafie.

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Ieri in occasione della “XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie – Luoghi di speranza, testimoni di bellezza”, gli studenti del Liceo Enrico Fermi di Montesarchio si sono uniti attraverso un ideale ponte alla città di Locri e agli spazi di memoria organizzati in tutta Italia.  Nell’Auditorium  dell’Istituto  alle ore 11.00 in contemporanea con la diretta streaming di Libera da Locri, 120 alunni hanno scandito i nomi delle oltre 900 vittime innocenti condividendo  un  momento di grande  impatto emotivo e civile.

Un’altra delegazione di studenti del” Fermi” ha partecipato  alla manifestazione che si è tenuta presso il Tribunale di Benevento alla presenza del giudice Simonetta Rotili , del coordinatore locale di Libera Ettore Rossi  e del Procuratore Aldo Policastro, Anche in questa sede  gli studenti dell’’Istituto” Fermi” con profonda emozione  insieme  con gli studenti di altri Istituti di Benevento  hanno contribuito mantenendo l’esclusiva nella partecipazione (L’Istituto Fermi di Montesarchio è stato infatti  l’unico della provincia di Benevento), alla  lettura dei nomi delle vittime innocenti, ricordate anche dall’istituto Comprensivo 1 e dall’ Aldo Moro di Montesarchio nel Chiostro del Comune.

Insomma in ogni dove il mondo della scuola ha ricordato le vittime e con una marcia partita da via Vitulanese fermatasi in Piazza Umberto Primo, anche gli studenti dell’Ilaria Alpi  hanno dato il loro contributo alla memoria. Un alternarsi di emozioni a partire dall’Inno di Mameli intonato dagli studenti dell’indirizzo musicale alla lettura dei nomi delle vittime che ha toccato le corde dell’anima delle persone numerose che affollavano commosse la piazza ed i vari luoghi, scelti diversi per dare un senso di universalità.

Presente alla manifestazione anche Don Silvio Pepiciello, parroco della Chiesa della S.S Annunziata che si è espresso così: essere liberi è una cosa importante basti vedere gli esempi che hanno dato la vita per sentirsi tali; la Chiesa come ci è stato detto da Papa Francesco è come il  pastore che deve “puzzare di pecore” cioè la Chiesa deve stare con il popolo e ogni occasione è buona per stare con i giovani.

Parole significative dal mondo cattolico cosi come quelle dello studente Davide :”per dire no alla violenza ci battiamo per  attuare politiche di convivenza pacifiche tra noi studenti”, a Montesarchio non abbiamo grossi problemi di bullismo anche se bisogna stare attenti perché  è un fenomeno che potrebbe mietere ancora più vittime”.
Il sindaco Franco Damiano:”la scuola con l’istruzione è il segnale più importante per far crescere una generazione che sia lontana da certe tematiche “.

Questo è stato  un camminare insieme per impegnarci, per costruire legalità, pace e giustizia” ha concluso la dirigente Ceglia. un percorso seguito anche dai  dirigenti  Dello Iacovo , Fantasia e De Cunto.
    In circa 4000 piazze italiane  ieri si  sono svolti eventi, per la legalità e per lo stesso motivo è stata occupata anche quella di Montesarchio. La mafia si combatte anche a scuola proprio dove si verifica il primo momento in cui  lo studente può entrare in contatto con diversi da lui , diversi per condizione economica, capacità intellettuali, lingua e razza  ed è nell’approccio educativo che il giovane deve acquisire il sentimento della legalità attraverso il  concetto di uguaglianza fra tutti, che vuol dire tolleranza, accettazione comprensione del diverso e non discriminazione fra sé e gli altri.                                                                              

Brigida Abate

                                     

 

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