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Arpaia | Feudi e nobiltà dal 1461 – 2°

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ARPAJA (Arpadium)

Attesa la morte del Marchese di Arpaja Giovanni de Guevara, Francesco suo figlio pagò alla regia Corte il relevio nell‘anno 1600; e con privilegio del 15 settembre del 1604, che avea l’esecutoria nel regno di Napoli il di ultimo di maggio 1605, il Re Filippo III di Spagna impartì il regio assenso alla vendita che, con patto di ricompra fra sei anni, crasi fatta nel Sacro Regio Consiglio dai creditori del suddetto Francesco de Guevara, Marchese di Arpaja , al Principe della Roccella Fabrizio Carafa per ducati 40300. Quel Principe nel 26 aprile del 1606 vende: a Giovan Francesco dei Marchesi Cova Grimaldi il medesimo feudo e con lo stesso patto di ricompra spettante al Marchese di Arpaja pel prezzo di ducati 40600.

Al menzionato Francesco de Guevara succedette Alfonso suo fratello, 3° Marchese di Arpaja, il quale con regio assenso, spedito da Madrid ai 29 decembre del 1624, che ebbe l’esecutoria in Regno nel di 28 maggio del 1625 , vendè liberamente la terra di Arpaja con i casali di Paolisi e Forchia pel prezzo di ducati 65000 al Duca di Maddaloni Mamio Carrafa. Questi per ducati 68000 cede il medesimo feudo ed i casali al Duca di Airola Ferrante Caracciolo con regio assenso del 10 febbraio del 1626.

Il 4 di maggio del 1627 morì Ferrante Caracciolo, e nell’anno 1629 Francesco, figliu0l0 di lui, pagò alla regia Corte il relevio pei feudi di Arpaja con i casali di Paolisi e Forchia in provincia di Principato Ultra, di Biccari, Castelluccio, Ftrito, Celle e Rotella in Capitanata.

A Francesco Caracciolo successe il figlio Ferdinando, il quale, in virtù di un decreto della regia Camera della Sommaria del di 9 febbraio 1645, ebbe nel Cedolario l‘intestazione dei menzionati feudi, essendosi pagato il relevio da Innico Caracciolo, zio e tutore di lui. Nel giorno 3 marzo del 1695 venne ancora spedita una significatoria dalla regia Camera della Sommaria contro Carlo Caracciolo, Duca di Airola, pel relevio sui feudi di Airola, Arpaja con i casali di Paolisi e Forchia in provincia di Principato Ultra, e di Biccari, Caslelluccio, Fallo, Celle e Rotella in Capitanata, attesa la morte di Ferdinando suo padre, avvenuta nel giorno 31 decembre dell’anno 1689.

Carlo Caracciolo, Duca di Airola, venne rapito a‘ vivi il di 11 febbraio del 1709 nella città di Firenze senza far testamento, e la germano di lui per nome Antonia, Principessa della Riccia, ne fu erede nei beni feudali e burgensatici con decreto di preambolo spedito dalla Gran Corte della Vicaria nel 15 di maggio dell‘anno medesimo. I feudi, onde costei divenne erede, furono Airola e suoi casali, Arpaja con i casali, Biccari, Roseto, e la baronia di Vallemaggiore consistente in Castelluccio, Celle e Fatto; ed ella eredita ancora annui ducati 589 di fiscali feudali sopra l’adoa di Airola e di Castelluccio degli Schiavi. Da Antonia Caracciolo che si sposò in Giovan Battista di Capua, Principe della Riccia, nacque Bartolomeo di Capua 1°, il quale premorì al padre il di 15 di novembre del 1715, lasciando un figliuolo a nome Bartolomeo 2°. Questi successe nei feudi della suddetta sua ava, morta nel 13 di maggio del 1725, ed al 4 di aprile del 1732 egli ottenne nel regio Cedolario l’ultima intestazione dei feudi di Airola col titolo di Duca, e di Arpaja col titolo di Marchese. Quest’ ultimo Bartolomeo di Capri trapassò nel 30 marzo del 1792, e, non avendo lasciato di se alcun successore in grado feudale, i suoi feudi e titoli furono al Fisco devoluti, siccome si è evidentemente provate nell’isteria dei feudi di Airola e di Altavilla.

di Angelo Marchese

(da La nobiltà del Regno delle due Sicilie – E. Ricca)

LINK PRIMA PARTE : http://www.usertv.it/2017/03/08/arpaia-feudi-e-nobilta-dal-1461/

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