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Cervinara ed i suoi nobili

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CERVINARA(Cervinaria)

Le terre di Cervinara, Campora, San Martino, Pannarano, Roccabascerana e Pietrastornina possedevansi nell’anno 1400 o in quel torna da Marino della Leonessa, figliuolo di Guglielmo e d’Isabella Stendardo. Dal mentovato Marino e da Govella Caracciolo nacque Giovanni, contro del quale nel primo di aprile del 1446 venne spedito dalla regia Camera della Sommaria l‘ordine di pagare ducati 200 pel relevio de‘ feudi del suo genitore, già defunto. Di Giovanni della Leonessa e Giovanna della Marra fu figliuolo primogenito Francesco, che, conseguì nel regio cedolario l’intestazione della terra di Cervinara ne’ seguenti termini:

Cervinaria est domini Francisci de la Leonessa.

Ci crediamo in debito di avvertire che non si è per noi potuto rinvenire alcuno documento col quale possa dimostrarsi come il feudo onde ragioniamo passasse poscia da Francesco della Leonessa ad AlfonsCervinara_1o della Leonessa, congiunto di lui. Imperocchè il suddetto Alfonso fu figliuolo di Antonella della Ratto e di Leonardo Antonio, che nacque da Isabella Caracciolo e da Giacomo, fratello del mentovato Marino. Tutti i feudi del Conte di Montesarchio Alfonso della Leonessa, essendo egli divenuto ribelle a Re Ferrante I° d’Aragona, ritornarono alla regia Corte, e quel Monarca con un privilegio da lui sottoscritto in nostris felieibus eastris prope Gesualdum agli 8 di novembre del 1461 donò al milite Fabrizio della Leonessa, suo Consigliere, ed agli eredi e discendenti di lui le terre di Pollosa, Castelpoto, Cervinara e Pietrastornina.

Ed a noi piace riferire le parole di tale concessione; poiché le medesime ricordano quali servigi il predetto Fabrizio rese alla Dinastia Aragonese in que‘ tempi di ribellione.

Ferdinandus day gratia Rea: Sicilie Iherusalem et hungarie. Universis et singulis presenlium seriem inspecturis tam presentibus quam futuris. Ezemplo sumus patrie et domini cuius digna sententia malos male perdet et vineas suas aliis collocabit imitamus libenter in terris aetiones ut in depressionem rebellium. quos malitia preeipitavit in facinus fideli benemerito de illorum spoliis concedamus in premij eonseeutionem talentorum. Actendenles igitnr merita sincere constantisque devotionis et fidi a suis efletibus laudabiliter comprobate viri Magnifici et dilecti consiliarii nostri fabricij de lagonissa militis grataque gramlia utilia frueluosa et accepta servitia per vos inclito genitori nostro mamorie celebris ae nobis in utriusque sortis eventibus fideliter et diversimode prestito persone vestre admodum eommendabilis perieulis gravibus damnis laboribus et inpensis multiplieibus arma in nostros hostes proprio stipendio pro fida nobis illibate
servanda sumentes negztaquam parcendo queve prestatis ad precens et paralum vos eognoscimus dante domino in posterum de bono semper in rnelius continuatione laudabili prestiturum neo minus plurima memoratu digna obscquia quorum in melius numerum eoscriptum in arehano nostri pectoris porlamus Ex quibus nos gratitudinis nostre grande rependinm meruistis et vobis congrue retributionis beneficium vendicastis ut pro inde erga nos si non ut convenit saltem ut temporum qualitas demostravil non obmictamus nostre liberali; tatis officium exercere premissorum igitur ac potissime pro nostri status evidenti utilitalc et servitio moti vobis prelato Fabritio veslrisque utriusque sexus beredibus ex vestro corpore legitime descendentibus natis jam et in antea nascituris in perpetuum terram castelli poli , terram Apollose. Terram Cervinarie. et terram prete sturme de provincia principatus Ultra cum castris seu fortellitijs hominibus vawallis vaccallorumque reditibus feudis feudatarijs sub/eudatarzjs. Iructibus. censibus censuarijs angarijs perangarijs servitijs domibus possessionibus molendinis ferrerijs balgatorijs ferris vineis. ortis olivetis jardenis territorijs tendimentis terris cultis et ineultis montibus planis pascuis herbagijs glan« dagijs pratis silvis nemoribus arboribus fructiferis infructi/eris fidis et di/fidis cabcllis vectigalibus passagijs aqu”s aquarumque decursibus et venationibus tnero mixtoque imperio et gladij poteslate banco justilie baiulatione oc cognitione plenaria alta et basca causarum civilium criminalium vel mistarum alijsque juribus jurisdictionibus rationibus actionibus utilique dominio et pertinentijs omnibus ad dictas terras castelli poli Apollose Cervinarie et prete sturme cum castris seu fortcllitiis hominibus vaxallis et alijs omnibus anledictis tam de consuetudine quam de jure seu aliis quovis modo spectantibus et pertinentibus neo non cum quibus illas et illa olim melius et plenius tenui! et possedit Alfonsus de lagonissa olim montisarculi Comes rebellis nosth nolorius ante eius rebeltionem harum serie de certa nostra scientia et consulto liberalitate mera et gratta speciali damus donamus tradimus et ex causa donationis nostri proprij motus instintu pieno iure concedimus et Iargimur donatione quidem pura et mera quo dicitur inrevoeabilis inter vivos in pheudum et sub contingenti pheudali servitio seu adoha sub quo alij quicumq
ue a nobis seu divi recordij precessoribus nostris civitates terras castra et pheuda in feudum tenent et possident tamquam rem Regiam abFacciata Palazzo Buonanni ipsius Alfonsi rebellionem notariam et crimen nostre lese Magiestatis per cum scienter et temere commissam et commissum adherendo [avendo et assistendo Johanni duci lodoringij basti nostro notorio et Regni hujus publico invasori ejusque sequacibus adherentibus et [autoribus in nostra Magiestatis offensam etc.
(I problemi ortografici di questo documento in latino sono legati alla cattura Ocr. Se a qualcuno interessa avere il documento corretto, mi contatti.)

Fabrizio della Leonessa a 25 di settembre del 1465 presentò presso la regia Camera della Sommaria la nota delle rendite de‘ feudi disabitati di Finocchio e Torre di palazzo; delle terre di Torrecuso, Pollosa, Castelpoto, Cervinara, Pietrastornina, Pannarano e Telese; e del feudo di Capua, che fu di Francesco d’Aquino, ed allora possedevasi da Belisandra d’Aquino, moglie del medesimo Fabrizio. Questi, ch’ebbe de’ discendenti (come si è per noi dimostrato nell’ istoria del feudo di Castelpoto), portiamo opinione che vendesse il feudo di Cervinara a Carlo Carafa, che n’era in possesso fin dall‘anno 1488. Imperocchè negli atti su informationi de’ feudatari che si continuano netti regj cedolarj dell’adoha per il Fisco dell’anno 1488 si trova, tra gli altri, notato il Signor Carlo Carafa per l’intrate di Cercello, Colle, Castropagano, Montesarchio, Agerola, feudo de la Slaienza, Castello di Campora, Cervinara, e Vico di Pantano; e nel cedolario dell’anno 1500 leggesi:

ferraripalazzo_Lo Signor Carlo Carafa deve per lo adoho integro ducati 475 tari 4 e grano 42 per Montesarchio, Airola, li Rotundi e Cervinara. Ma non potremmo asseverantemente dire se in tal guisa o altrimenti avvenisse un simil passaggio, poiché non siam favoriti da documenti che ciò provino ad evidenza. Laonde i lettori vorranno ritenere una tal vendita come una nostra conghiettura, la quale però non è priva del tutto di un qualche fondamento. Carlo Carnia, che fu Marchese di Montesarchio e Conte di Airola, impalmò in seconde nozze Eleonora della Leonessa, figliuola del mentovato Alfonso, Barone di Cervinara, Airola e Montesarchio, e con lei generò i seguenti figliuoli: Giovan Battista, che sposatosi in Francesca Orsino dei Conti d’Alba e Tagliacozzo non ebbe prole alcuna, e premorì al padre; Maria, moglie di Carlo d‘Evoli, Signore di Castropignano; Giulia, la quale fu menata in consorte da Paolo Siscara, Conte d‘Ajello e figliuolo di Francesco e di Eufemia Ventimiglia; e Giovan Vincenzo, che fu marito di Covella Guevara, figliuola di Pietro, Marchese del Vasto, e d’Isotta Ginevra del Balzo. Il predetto Giovan Vincenzo Carafa succede ne’ feudi del padre, in guisa che contro di lui la regia Camera della Sommaria agli 11 di maggio del 1515 spedì una significatoria di ducati 1395 e grana 70 pel relevio delle terre di Cervinara, Airola, Montesarchio, Campora, Rotondi, Circello, Castelpagano, Colle e Vico di Pantano.

(prima parte)

di Angelo Marchese

(segue)

(da La nobiltà del Regno delle due Sicilie – E. Ricca)

(SECONDA PARTE: http://www.usertv.it/2017/02/21/cervinara-ed-i-suoi-nobili-2/)

(TERZA PARTE:

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