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Airola e i suoi nobili

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Airola (Ayrola)

Le terre di Airola… si possedevano nell’ anno 1419 da Restaino, Giacomo e Luigi della Leonessa, figliuoli di Guglielmo e di Lucrezia di Capua. Nel di 8 novembre 1444 la figliuola ed erede di Restaino, nominata Viola della Leonessa, cedè a Giacomo suo zio e tutore la metà che a lei apparteneva delle terre di Montesarchio, Torcila e Summonte, e le ragioni che, per successione paterna, le potessero competere sopra i feudi di Torrecuso, Pallos, Castelpoto e sul castello disabitato di Tor di Palazzo; e ne ricevè in cambio once 4.00 per dote, in occasione delle nozze di lei con Oliviero Caracciolo di Napoli, figlio di Luigi…

Airola1A Giacomo della Leonessa succede Alfonso, nipote di lui. Essendo questi divenuto ribelle a Re Ferrante 1° d’ Aragona, tutti i suoi feudi furon devoluti alla regia Corte; e le terre di Airola e Montesarchio vennero vendute nell’anno 1450, con patto di ricompra, al milite e consigliere Carlo Carafa di Napoli ed a’ suoi eredi e successori pel prezzo di ducati 12000 — Nell’ anno poi 1496 Re Ferrante 2° d’Aragona cedè al menzionato Carlo Carafa il dritto di compra per altri ducati 10000 , concedendogli benanche il titolo di Conte di Airola. Di Carlo Carafa fu figliuolo primogenito Giovan Vincenzo, al quale, perché ribelle, confiscò la regia Corte tutt’i feudi nell’ anno 1528.  Le terre di Airolaed altri feudi si donarono dal viceré del regno Principe di Orange, sempre che vi fosse stato il regio beneplacito, ad Alfonso d’Avalos de Aquino, Marchese del Vasto, Gran Camerario del regno e Capitan Generale di Fanteria, in ricompensa dei servigi da lui resi nell’assedio della città di Napoli. Con privilegio poi del di 29 luglio 1532, ch’ebbe l’esecutoria nel Regno a’ 17 settembre dello stesso anno, l’Imperator Carlo V concedè al detto Alfonso, ed a’ suoi eredi e successori, Montesarchio col titolo di Principe (non già di Marchese, come avea chiesto il Viceré), Castelpagano, Cervinara, Rotundi, Airola, Vico di Pantano, Bisaccia e Valle Vitulano, come ancora il diritto di compra spettante alla regia Corte sovra i castelli di Circello e Colle, ed una casa posta in Napoli nella piazza di Nido: i quali beni eran tutti al Fisco devoluti per fellonia del Marchese di Montesarchio Giovan Vincenzo Carafa…

Il detto Alfonso trapassò in Milano il di 31 marzo 1546, e suo figliuolo Ferrante Francesco de Avalos d’Aquino, Marchese di Pescara, pagò alla regia Corte il relevio per le rendite feudali di molte città e terre. A Ferrante Francesco d’Avalos, morto nel 30 luglio 1571, successe Alfonso 2° suo figlio; ed Isabella Gonzaga, sua madre e tutrice, vendè per lui nell’anno 1575 la terra di Airola a Ferrante Caracciolo, Conte di Biccari, pel prezzo di ducati 40.000, dei quali 20.000 ducati dovevansi pagare a Giovan Giacomo Cosso, che possedeva questo feudo con patto di ricompra, ed altri ducati 20.000 a diversi creditori della sua famiglia. A Ferrante Caracciolo, Conte di Biccari, ed a’ suoi eredi e successori il Re Filippo II di Spagna con privilegio de 5 giugno 1581, ch’ebbe l’esecutoria nel Regno il dì ultimo di novembre dello stesso anno dal Vicerè D. Giovanni de Zuniga, Principe di Pietrapersia, concedè il titolo di Duca sulla terra di Airola, attesa la nobiltà di sua famiglia ed i servigi da lui resi nella guerra navale contro il Turco l’anno 1571.

Riformatorio - Anni '40

Nell’anno 1597 Francesco Caracciolo pagò alla regia Corte il relevio per la morte avvenuta del Duca di Airola Ferrante Caracciolo suo padre. Di Francesco Caracciolo, tolto ai vivi nel 15 di ottobre del 1622, era figliuolo primogenito Ferrante 2°, Duca di Airola; contro del quale la regia Camera della Sommaria spedì nell’anno 1625 una significatoria pel relevio su diverse terre che si possedevano dal suo genitore. A’ 4 maggio 1627 mori Ferrante Caracciolo 2°, e nell’anno 1629 Francesco Caracciolo 2°, figlio di lui, avendo pagato il relevio, ebbe nel Cedolario l’intestazione di questo feudo col titolo di Duca di Airola e Conte di Biccari. A Francesco Caracciolo 2° succedè il figlio Ferdinando, il quale, in virtù di decreto della regia Camera della Sommaria del di 9 febbraio 1645, divenne 5° Duca di Airola.Airola2

Nel giorno 3 marzo 1695 venne ancora spedita una significatoria dalla regia Camera contro Carlo Caracciolo, Duca di Airola, pel relevio sui feudi di Airola, Arpaja, Casale di Paolisio e Forchia in provincia di Principato Ultra, e di Biccari, Castelluccio, Faito, Celle e Rotello in Capitanata, attesa la morte di suo padre Ferdinando, avvenuta nel giorno 31 decembre dell’anno 1689. Carlo Caracciolo, Duca di Airola, passò ad altra vita il di 11 febbraio 1709 nella città di Firenze, ed Antonia Caracciolo, Principessa della Riccia, germana di lui, ne fu erede ne’ beni feudali e burgensatici con decreto di preambolo della Gran Corte della Vicaria del giorno 5 maggio detto anno. I feudi, onde costei divenne erede, furono Airola e suoi casali, Arpaja con i casali, Biccari, Roseto, e la baronia di Vallemaggiore consistente in Castelluccio, Celle e Faito; ed ella ereditò ancora annui ducati 589 di fiscali feudali sopra l’adoa di Airola e di Castelluccio degli Schiavi.

Morta Antonia Caracciolo nel 13 maggio del 1725, successe a lei ne’ mentovati feudi il nipote Bartolomeo di Capua, Duca di Airola, Marchese di Arpaja e Conte di Biccari, pagando il relevio la Contessa di Montoro Anna Cattaneo, come madre ed amministratrice di lui: onde nel 4 aprile 1732 esso Bartolomeo prese nel regio Cedolario l’ultima intestazione de’ feudi di Airola e di Arpaja coi corrispondenti titoli di Duca di Airola e Marchese di Arpaja…

Bartolomeo di Capua, che era benanche Principe della Riccia, Gran Conte di Altavilla, Conte di Montoro e Conte di Biccari, essendo rapito a’ vivi nel 30 marzo del 1792 senza legittimi successori in grado feudale, furono devoluti alla regia Corte i feudi da lui posseduti; ed appartennero i beni burgensatici al Conte della Saponara D. Luigi di Capua Sanseverino, come donatario di lui.

La città di Airola, divenuta regia, fu data in Amministrazione de Demani; e perciò contro di questa nell’ anno 1808, essendo abolita la feudalità, la detta città ed i suoi casali di Moiano, Luzzano e Bucciano ebbero lite presso la Commissione feudale per essere esentati dal peso del fitto della Zecca e Portolania. Quel Tribunale nel 5 settembre 1808 emanò all’uopo una decisione che leggesi nel Bollettino delle Sentenze del medesimo.

(da La nobiltà del Regno delle due Sicilie – E. Ricca)

Angelo Marchese

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