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Feudatari di San Martino Valle Caudina

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SAN MARTINO VALLE CAUDINA (Sanctus Martinus Vallis Caudinae)

Giovanni della Leonessa, 1° di tal nome e figliuolo di Errico e di Guglielma Cantelmo, per once 800 comperò dalla Regina Sancia la terra di S. Martino il 19 di gennaio del 1343. Poscia tale feudo passò dal detto Giovanni 1° a Guglielmo suo figliuolo; siccome si desume da un istrumento del dì 8 marzo 1393, in forza del quale il medesimo Guglielmo e suo figlio Giovanni 2° accordavano l’assenso alla vendita di alcuni beni feudali fatta da Niccola Prossimo di Arienzo a Francesco Balzamo di Pietrastornina. Il mentovato Giovanni della Leonessa 2° morì celibe, talché il feudo onde ragioniamo ricadde al fratello Marino. Questi con Covella Caracciolo, sua consorte, generò Giovanni 3°, contro del quale nel primo di aprile del 1446 venne spedito dalla Regia Camera della Sommaria l’ordine di pagare ducati 200 pel rilevio de’ feudi del suo genitore, già defunto.

SanMartino1Di Giovanni della Leonessa 3° e Giovanna della Marra fu figliuolo primogenito Francesco, che dal Re Ferrante 1 d’Aragona conseguì l’investitura del castello Sancti Martini de Valle de Gaudio con diploma sottoscritto nel Castel nuovo di Napoli a’ 22 di luglio del 1474. Nè trasanderemo di aggiugnere che il medesimo Francesco nel 26 giugno del 1494 venne confermato nel possesso del predetto feudo dal Re Alfonso II d’Aragona.

Francesco della Leonessa impalmò Antonia Loffredo, e con lei procreò Giovanni, 4° di tal nome, che divenne Barone di S. Martino. Essendo morto Giovanni 4°, Fabio, suo figliuolo primogenito, ereditò il feudo in esame, e soddisfece al Fisco il rilevio nell’anno 1526. Fabio della Leonessa fu uno de’ Baroni Napoletani che seguirono il partito Francese nell’invasione di questo reame fatta da Lautrech nel 1528, e per tal delitto di fellonia la sua terra di S. Martino nel 24 dicembre di qull’anno fu venduta, col patto di ricompra, a Tommaso Carafa di Napoli dal Principe d’Orange, Viceré di Napoli per l’Imperator Carlo V9.

In virtù del citato patto, la Regia Corte riacquistò il feudo di S. Martino, che il medesimo Viceré col privilegio del 25 luglio 1529 concedè al Capitano Giovanni Percs Baragan in cambio della terra di Salvia, devoluta altresì per la ribellione di Antonio Caracciolo 10 – Qui vogliamo riferire che il mentovato Fabio della Leonessa veniva escluso dall’indulto che l’imperator Carlo V emanava nella città di Trento a’ 28 di aprile del 1530, in seguito della pace da lui conchiusa in Cambrai col Re di Francia nell’agosto del 1529, e dopo aver ricevuta in Bologna la corona di ferro e l’altra di oro ne’ giorni 22 e 24 di febbraio del 1530.

Nulladimeno il surriferito Fabio della Leonessa nel cedolario dell’anno 1560 conseguiva l’intestazione della terra di S. Martino, per la quale pagava l’adoa in ducali 15; nè per noi si è potuto rinvenire alcun documento a fine di giustificare com’egli avesse riacquistato tale feudo –SanMartino2

Da Fabio della Leonessa e Vittoria Loffredo nacque Francesco 2°, che premorì al padre, lasciando un figliuolo per nome Giovan Battista. Contro di quest’ ultimo la Regia Camera della Sommaria nel 24 dicembre del 1581 spedì una significatoria pel pagamento del rilevio sul feudo di S. Martino, essendo rapito a’ vivi Fabio della Leonessa, avo di lui. Il medesimo Giovan Battista della Leonessa dalla munificenza del Re Filippo IV di Spagna ottenne il titolo di Duca di S. Martino per sé , pe’ suoi eredi e successori. Il diploma di tale concessione fu spedito da Madrid nel 10 marzo del 1627, essendo già avvenuta la morte di lui fin dal 5 novembre del 1626, per forma che il regio-exequatur sul diploma predetto venne accordato in Napoli il 25 giugno del 1627 a favore del figliuolo primogenito per nome Francesco della Leonessa 3°. Questi nel 20 giugno del 1628 soddisfece al Fisco il rilevio sul feudo onde ragioniamo, e n’ebbe l’intestazione nel regio cedolario .

Il mentovato Francesco della Leonessa 3° donò la terra di S. Martino al figlio Carlo in occasione del matrimonio che qucst’ ultimo con le tavole nuziali del 30 dicembre 1639 andava a contrarre con Delizia Carafa figliuola di Francesco, Principe di Sepino, e di Lucrezia Caracciolo; e l’assenso regio su tale donazione venne conceduto dal Duca di Medina de las Torres, Viceré di Napoli, a’ 25 di settembre del 1641. Carlo della Leonessa, Principe di Sepino e Duca di S. Martino, mancò in Napoli all’amore de’ suoi il dì 15 marzo del 1683 (Le sue spoglie mortali vennero riposte mila Chiesa di S. Giovanni a Carbonai a di Napoli , siccome si desume dal fol. 298 del lib. 9 de’ morti, il quale si serba nell’ archivio della Parrocchia di Santa Sofia a Capoana di Napoli), e con decreto di preambolo della Gran Corte della Vicaria del 21 maggio dell’anno medesimo fu dichiarato erede de’ suoi beni feudali il figliuolo primogenito Fabio Maria 2°, che nel 1684 pagò alla Regia Corte il rilevio sul feudo di S. Martino, e ne conseguì nel cedolario intestazione a’ 29 di marzo del 1708. De’ discendenti da Fabio Maria della Leonessa 2° sino a Giuseppe Maria 2° abbiamo diffusamente discorso nell’ istoria del feudo di Ceppaloni. E vogliamo altresì aggiugnere che farem molto dei successivi Duchi di S. Martino nell’istoria della terra di Sepino posta nella provincia di Molise.

SanMartino3Qui non possiamo omettere di ragionare di alcuni suffeudi della Corte Baronale di S. Martino, incominciando dal suffeudo denominato Abbatiello o La Menza , del quale abbiamo falla menzione nel …. All’ uopo vogliamo riportare la seguente relazione del Razionale del regio cedolario.

“Dal Principe di Supino e Duca di S. Martino D. Fabio Maria della Leonessa si pretende che il feudo della Menza, seu Abbatiello fusse subfeudo della sua Terra di S. Martino, e come subfeudo essendo morto Carlo Antonio de Blasio possessore di esso senza legittimi successori fusse quello devoluto alla sua Corte di Santo Martino, e che ciò fusse vero pretese giustificarlo dalle scritture presentate in actis da Francesco do Balsamo possessore dell’altra metà di detto feudo, che  similmente li fu sequestrata ex Capite unionis con l’altra metà del feudo che si era posseduto da detto de Blasio.”

Suffeudo di Soffotavetere – Giovanni della Leonessa, Barone di S. Martino, nel dì 21 aprile del 1457 accordava a Giacomo de Santo Arcangelo di Montesarchio l’investitura del feudo Soffotavetere, che si era posseduto dagli avi di esso Giacomo fin dal tempo dell’ Imperatore Federico, ed era posto nel territorio di S. Martino dalle parti di Torà vicino il feudo de Horlino de Lagonissa germano di esso Giovanni, vicino il feudo del quondam Abbatiello etc. Tale investitura veniva convalidata dal Re Ferrante I d’Aragona con diploma sottoscritto nel Castelnuovo della città di Napoli agli 8 di giugno del 1461. Quel Monarca nel 22 maggio del 1462 concedeva altresì l’assenso alla donazione del medesimo feudo fatta da Giacomo Santo Arcangelo ad Ugo, figliuolo di lui – Essendo morto Marcantonio de Santo Arcangelo, Giovan Vincenzo suo figliuolo nel dì ultimo marzo del 1582 era riconosciuto qual suffeudatario di Soffotavelere da Giovan Battista della Leonessa, Barone di S. Martino. Giovan Vincenzo de Santo Arcangelo, testé riferito, venne a convenzione con Ottavio del Giudice intorno alla spettanza de’ beni della madre di quest’ultimo, e gli cedè il suffeudo in esame, consistente in molti territorj, renditi con terzare, et con jus patronato seu presentandi del beneficio dell’Ecclesia de S. Bartolomeo de Suffota jus patronato di detto suffeudo.

Ottavio del Giudice vendè Soffotavetere a Marsilio Setaro nel dì 1° marzo del 1585, ed a tale vendita annuiva Giovan Battista della Leonessa, Barone di S. Martino, a’ 2 del mese medesimo. Marsilio Setario mancò a’ vivi nel 1593, ed il figliuolo primogenito Giovan Francesco, Dottor di leggi, nel 5 settembre di quell’anno ebbe l’investitura di Soffotavetere dal predetto Giovan Battista della Leonessa. E vogliamo aggiungere che la Ducal Corte di S. Martino nel 1725 prendeva possesso del suffeudo onde ragioniamo, essendo morta senza legittimi successori Isabella Setaro, moglie di Francesco Campanile.

Qui non trasanderemo di riportare intorno a’ Duchi di S. Martino e Principi di Sepino alcune iscrizioni che si leggono nel Tempio di Monteverginc in provincia di Avellino:

MARMOREIS TABULIS
UBI CLARISSIMA VIRORUM NOMINA.
EX FAMILIA DE LAGONISSA
AD POSTERORUM NOTITIAM
LEGEBANTU’R INCISA
TEMPORIS DIUTURNITATE
FRACTIS, CORROSIS, CONSUMPTIS,
IOSEPH DE LAGONISSA SAEPINI PRINCEPS
S. MARTINI DUX CEPPALONI ROCCAE BASCIARANAE
ET TERRAE NOVAE FOSSECECAE DOMINUS,
ERGA TAM STRENUOS EX SUA FAMILIA V1ROS
AIROLAE, AC MON’TIS HERCULEI COMITATIBUS
AB ANDEGAVENSIBUS REGIBUS
CONDECORATOS

GRATUS, PIUSQUE
PERANTIQUAS INSCRIPTIONES
VETUSTISSIMAE NOBILITATIS NUNTIAS
IN HOC NOVO MARMORE
RESTITUENDAS CURAVIT
ANNO AERAE VULGARIS MDCCXLI.

OSSA QM DNI IOANNIS DE LAGONISSA MARESCALLI
REGNI SICILIAE QUI DE HAC VITA IN ALTERAM
IVIT ANNO DNI MCCLXXXVII DIE XIV
MENS. SEPT. II. IND. TRANSLATA AB ARCHIEPISCOPO
NEAPOLIS DE VOLUNTATE ARCHIEPI ET CAPITOLI IN
MONASTERIUM S. MARIAE DE MONTE VIRGINIS

AD PETITIONEM DNAE PHAE CONSORTIS
IIII DIE VII

ANNO DNI M.CCCIIII. DIE ULTIMO MENSIS II. jae IND.
HIC IACET CORPUS MAG.ci VIRI DNI CAROLI DE LAGONISSA
TEMPORE SUI SENESCALLI REGNI SICILIAE FILII MAG.ci VIRI DNI
IOIS DE LAGONISSA TEMPORE SUI MARESCALLI REGNI SICILIAE

Angelo Marchese

(da La Nobiltà del regno delle due Sicilie – E. Ricca)

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