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Michele Buonanni, medico di Sua Maestà Ferdinando IV

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In occasione dell’apertura di Palazzo Buonanni, per la manifestazione Cervinarte organizzata dalla Pro Loco cittadina Angelo Renna, riportiamo il profilo del medico cervinarese che, per primo, inoculò il vaccino del vaiolo, salvando la vita di moltissime persone in Valle Caudina, in molti paesi pugliesi ed anche i figli di re Ferdinando IV di Borbone. Le notizie riportate sono tratte dallo studio del direttore de Il Caudino Alfredo Marro che, nel 2004, le pubblicò in “Biografie cervinaresi”.

Fu lo stesso Michele Buonanni che fece erigere il Palazzo in via San Marciano che, a settembre, ospita la kermesse artistica.

Ritratto BuonanniIl ritratto di Michele Buonanni, i frontespizi dei trattati ed alcune pagine degli stessi sono stati gentilmente forniti dal pronipote omonimo Michele Buonanni, molto legato a Cervinara, che è direttore editoriale della rivista fotografica Reflex.

Michele Buonanni (di Alfredo Marro) |Era figlio di Vincenzo, gentiluomo di Camera di Re Ferdinando di Borbone. Nel registro dei battezzati della parrocchia di San Marciano, il parroco don Pio Piccolo annota sotto la data del 13 ottobre 1729: “Ho battezzato un infante, figlio di  Giuseppe e di Antonia Valente … al quale è stato  imposto il nome di Michele”.

L’indicazione del nome del padre risulta errata,  ma la circostanza non sembra decisiva per escludere che si tratti di un infante diverso da  quello che diverrà, poi, medico  di Corte  di S. M. Ferdinando di Borbone. La  famiglia Buonanni, di  origine pisana, vantava solidi e consolidati rapporti con molte case regnanti e fu gratificata di molte baronie per concessione reale. Nel suo albero genealogico conta numerosi dignitari di corte: da Supponio, Consigliere e familiare del Re svevo Manfredi, a Francesco gentiluomo di Camera di Vittorio Amedeo di Savoia e di Carlo III; da Simone, Commendatore di Malta, a Giacomo Arcivescovo di Monreale e lnquisitore Generale del Regno delle Due  Sicilie, a Giuseppe  Principe della Cattolica e Capitano Generale.

Michele  seguì le orme del padre, prima avviandosi agli studi di Medicina e poi prendendone il posto di medico  a palazzo di corte. Era  chirurgo maggiore del  Corpo Generale della Reale Artiglieria e  godeva della fiducia della Regina Maria Carolina, che favorì  gli studi e la sperimentazione contro il vaiolo che il  medico conduceva in  quegli anni, insieme a un  gruppo di sanitari  napoletani.

Il vaiolo, allora, era un vero e proprio flagello che una corrente di scuola medica riteneva di poter debellare, nella seconda metà del XVIII secolo, con la Vaccinazione, consistente nell’inoculazione del bacillo per formare anticorpi capaci di resistere all’attacco del  morbo. Un’altra corrente di studiosi, invece, largamente prevalente, era fieramente contraria.

Fu in prima linea tra i sostenitori della vaccinazione ed ebbe il coraggio di sperimentare, per “pruova“, gli effetti dell’innesto proprio nella “terra di Cervinara

Sugli efffetti della  vaccinazione scrisse, poi, tre rapporti. 2_Buonanni1_Buonanni

Nel secondo, che fu  pubblicato l’anno 1775, riferisce  di aver  “comunicato il vaiuolo a una quarantina di ragazzi, tra cui  Brigida Esposito e  Bernardino Petrella, Rosa Lanzillo . . .  D. Maria  Maddalena Cioffi figliuola di D. Gaetano,  D. Domenico di Panno figliuolo  di D. Pasquale e la  signora Anna Rosa Cioffi figliuola del signor Vincenzio…” e di  averne avuto l’immunità  dal morbo.

Gli innesti eseguiti  furono attestati dal  parroco della Chiesa  di S. Marciano D. Pio Piccolo.

Nello stesso  rapporto sono riportati gli innesti  fatti, “nella terra di Rotondi, e di altri… fatti nella terra di  Paulisi”.

Nel terzo  rapporto, pubblicato nel 1778 racconta che la “inoculazione, nel prossimo passato  anno 1777″ era “ascesa infino al trono e al Re  nostro signore”, per  vincere ogni resistenza  contro la  prevenzione della  vaccinazione.

“Chi più  ardirà” -si chiede- “domandare, in quale stato ritrovisi l’inoculazione nel Regno di Napoli,  quando leggerà inoculato il  nostro Re e la  Real Famiglia?”.

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E racconta che l’inoculazione  “deesi principalmente al  sommo zelo dell’amabilissima sua Real Consorte, e all’avvedutezza del savissimo Medico Aulico D. Giovanni Vivenzio…”.

In segno  di gratitudine  dedicò il  terzo rapporto proprio  alla Regina, scrivendo così: “Alla S. R. M. di Maria Carolina Arciduchessa d’Austria,  Regina delle Sicilie”

Signora, umilio  alla M. V.  questo mio breve  rapporto, che  contiene un semplice e nudo racconto delle osservazioni da me fatte sull’innesto del  vaiuolo, in cui mi avete per Vostra  Sovrana Clemenza  permesso di  esporre ancora la  storia dell’inoculazione dei Vostri Augusti Figliuoli, ai quali ebbi il grande, e singolare onore di assistere.  La tenera, e coraggiosa premura, con cui la M. V. ha sovranamente promosso, e sostenuto  l’innesto, siccome ha  prodotto I’inestimabile  vantaggio di mettere  in sicuro la preziosa salute del Vostro Amabilissirno Real Consorte, e dell’Augusta Famiglia, così mi dà la fiducia di lusingarmi della Vostra Real Protezione a quest’opera, colla quale procuro di maggiormente dilatarne la pratica salutare. Dopo così illustre, ed autorevole esempio, io sono sicuro, che resterà interamente abbattuto ogni contrario pregiudicio…”.

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Il motivo del rapporto è, come lo stesso autore dichiara esplicitamente.

“… di far ricredere coloro, i quali, o perché soverchio timidi, o perché troppo pregiudicati dalI’opinione volgare, immaginano che quelli, che una volta han sofferto il vaiuolo, sia spontaneo, sia per innesto, possano nuovamente nel medesimo incorrere. Imperrocchè le innumerabili mie osservazioni mi han fatto chiaro conoscere, che non mai  sia stato attaccato di vaiuolo  o d’innesto  o spontaneo chi una volta  per l’una, o per l’altra maniera l’abbia sofferto …  Spero che ciò possa  bastare sì per animare i fautori dell’inoculazione, come per vincere i protervi  suoi nemici …”.

Non si limitò  ai paesi del  circondario caudino la benefica opera  di prevenzione del  vaiolo del dottor fisico medico cerusico signor D. Michele Buonanni” che si spinse a  fare innesti, oltre che nel casertano e nel napoletano, anche  in Puglia,  nelle città di Andria, Corato e  Ruvo, ricevendo  ovunque attestati di stima e di riconoscenza  dalle autorità comunali.

Viveva a Napoli, ma tornava spesso a trovare, come egli stesso scrive, “amici fin da teneri età” a San Marciano, dove si fece costruire un sontuoso palazzo, che ancora conserva la lapide in marmo con la scritta:

Michael Buonannius

Medicus Chirurgus Cohortis Ballistariorum

Ferdinandi lV

has aedes sibi et suis  faciundas curavit

probavitque AN CD DCC LXXVII

Aveva allora 43 anni e si era guadagnato  la fama di medico e fisico di notevole preparazione tanto che si meritò  la benevola considerazione  della Regina Maria Margherita.

 3_BuonanniSi spense il 4 ottobre 1797,  come annota il parroco don Nicola Villacci, nel registro della parrocchia di S. Marciano, nel quale è testualmente scritto: “Addì 4 ottobre 1797 d. Michele Buonanno, chirurgo maggiore della Real Artiglieria di S. M. di anni 70 … in grembo di S. Chiesa … è morto e nel dì seguente è stato seppellito nella chiesa dei Padri Carmelitani di Cervinara  Estremato il primo ottobre di sopradetto anno, non si è comunicato perché non poteva inghiottire”.AttestatoBuonanni

Anche qui c’è un  errore nel numero degli  anni che il parroco  attribuisce al defunto: essendo nato l’anno 1729, come annota  il parroco don Pio Piccolo  nel registro  dei battezzati, nel 1797 contava 68 anni, anzicchè i 70 che don Nicola Villacci generosamente gli attribuisce. E’ certo, però,  che si tratti proprio della stessa persona, chiaramente e inequivocabilmente individuata dalla  qualifica di chirurgo maggiore della Regia Artiglieria 

di S. M.

ALFREDO MARRO

(da Biografie cervinaresi – Ediz. Il Caudino 2004)

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