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Consapevolezza alimentare e… cosa metto nel carrello della spesa? di Bruno Ciaramella

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Immagina la scena… Siamo in un supermercato.

Una cliente spinge il carrello della spesa nel corridoio disegnato da due alti scaffali stracolmi di prodotti alimentari di tutti i tipi.
Lo sguardo si alterna a destra e a sinistra, come una pallina da ping-pong, catturato pigramente dai colori sgargianti delle confezioni studiate appositamente da esperti in marketing per indurre all’acquisto.

Ma i pensieri della donna sono altrove… da un po’ di tempo ha deciso di mangiare più sano e poiché le tocca abitualmente fare la spesa si pone il problema di cosa comprare per la propria famiglia.
Proprio ieri sera aveva sentito in televisione che una importante associazione scientifica internazionale aveva messo in guardia contro un uso eccessivo di CARNE perché potenzialmente in grado di provocare il CANCRO.

Nella stessa trasmissione si era parlato anche dell’OLIO DI PALMA… pare che questo “mostro” fosse segretamente inserito in tutti gli alimenti industriali e bisognava assolutamente evitarlo.

Niente carne, niente prodotti industriali… la scelta cadeva naturalmente sul PESCE….
Se non fosse per quel sapientone del proprio amico che l’aveva messo in guardia dal consumare pesce per l’alto contenuto in mercurio e piombo accumulati nelle carni degli esemplari più grossi; addirittura alcune società di nutrizione ne sconsigliavano il consumo ai bambini e alle donne in gravidanza.
E pensare che la mamma le aveva sempre detto che bisognava mangiarne in abbondanza perché migliorava la memoria…

E che dire dei LATTICINI?
Quel guastafeste di Campbell col suo libro “The China Study” aveva sferrato un duro attacco al latte…
Il latte l’alimento da sempre definito completo… messo sotto accusa.

Continuando a spingere il carrello, sempre vuoto, la donna arriva in prossimità del settore della FRUTTA E DELLA VERDURA… preparato con grande cura, frutta e verdure perfette, lucide, senza la minima macchia.
Il figlio più grande le aveva detto che a scuola avevano fatto un progetto sulla frutta e sulla verdura e che un esperto aveva detto che bisognava consumarne almeno cinque porzioni al giorno… ma come la mettiamo con i pesticidi, gli anticrittogamici, quanto è “sana” la frutta e la verdura, ci si può fidare?

A scuola avevano anche detto che prima di comprare un alimento industriale era necessario leggerne l’ETICHETTA.
L’etichetta… come fosse facile… a parte la necessità di avere una lente d’ingrandimento per leggere il testo di alcuni prodotti, per comprenderne il contenuto ci vuole una laurea in tecnologia alimentare… come è possibile ricordarsi tutte quelle sigle?

Intanto il carrello rimaneva sempre vuoto e si stava facendo tardi… doveva assolutamente comprare qualcosa almeno per la cena.
Tirò un sospiro come per farsi coraggio…
Per questa sera si sarebbe arrangiata come al solito… poi avrebbe meglio approfondito la questione e si sarebbe documentata di più.

Ma non si sarebbe piegata al mercato, all’industria alimentare, ai sofismi del marketing… decisa più che mai ad avviarsi ad un percorso di ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE E SANA.
Sapeva che non sarebbe stato facile, ma era necessario e possibile.

Dr. Bruno Ciaramella – Internista e nutrizionista

Foto da Alimentazione e Ben-Essere

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