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MAURO: QUANDO L’ACCOGLIENZA DIVENTA UN BUSINESS CHE PAGANO I CITTADINI

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Domenico Mauro: “in Valle Caudina abbiamo sforato di molto i limiti di distribuzione, BASTA!”

Nessuno di noi mette in discussione il dovere dell’accoglienza di persone che per la maggior parte fuggono da paesi al collasso o martoriati da decenni di guerre civili, mai abbiamo anteposto la responsabilità politica o istituzionale alla facile opportunità di strumentalizzare l’emergenza o le tragedie di questi disperati, però, oggi non possiamo fare a meno di raccogliere il grido di allarme che quotidianamente tanti amministratori e cittadini lanciano dalle nostre comunità sulla mancata integrazione, sulla gestione, a volte, opaca delle strutture, sulle quote di ripartizione per singolo comune, sui possibili problemi legati alla sicurezza dei nostri centri”.

Domenico Mauro, coordinatore vicario provinciale di Forza Italia nel raccogliere le preoccupazioni espresse da tanti in uno a quelle di Fernando Errico, sindaco di San Nicola Manfredi e coordinatore provinciale, amplia il ragionamento sul delicato tema dell’accoglienza

Fino a quando,– ha dichiarato Domenico Mauro – gli amministratori locali non saranno coinvolti attivamente nei processi di accoglienza, che oggi unicamente subiscono, non eviteremo il determinarsi di profonde sperequazioni territoriali. In Valle Caudina, ad esempio, in soli tre comuni, Paolisi, Montesarchio e Airola ci sono almeno 400 migranti con una percentuale, in media, di circa il 600% in più rispetto alla quota ottimale di distribuzione prevista dal Ministero dell’Interno. Basta non è più concepibile! Numeri, che con gli sbarchi continui, sono destinati a crescere e a generare altre tensioni sociali: le nostre comunità, così come i migranti, sono stati lasciati soli a inventarsi e gestire politiche di possibile integrazione che, in verità, rimane solo sulla carta.

Non c’è giorno, infatti, che non si registri una protesta di cittadini stanchi e esasperati da una convivenza forzata o degli stessi migranti che lamentano il diniego dei loro diritti o di vivere in condizioni igienico-sanitarie decenti.

Ecco, perché, l’accoglienza sta diventando, con il passivo consenso delle istituzioni governative, un dovere che nasconde un business di pochi che pesa e pagano, non solo finanziariamente, i cittadini. In Valle Caudina, non c’è più strada o piazza che non veda la presenza di giovani migranti diventati loro malgrado elementi di arredo urbano vivente”.

L’idea del Coordinatore provinciale vicario è di mutuare, in previsione anche di un’eventuale e ulteriore scelta di adesione di alcuni comuni sanniti, quanto stabilito l’altro ieri con l’approvazione del decreto, che andrà in gazzetta ufficiale nei prossimi giorni, sull’accoglienza dei profughi negli Enti Locali da parte della Conferenza unificata Anci: per i comuni aderenti allo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, del Ministero degli Interni) non siano attivate forme di accoglienza non concertata sui territori.

Chiediamo al Prefetto di Benevento, prima che i comuni possono eventualmente scegliere di aderire alla rete SPRAR, di concertare preventivamente la destinazione di nuovi migranti con gli amministratori locali le cui comunità hanno già in passato accolto o che attualmente ospitano un numero congruo di migranti. Con il decreto del 3 agosto, si dovrebbe passare, come d’altronde era auspicabile da tempo e, con forte ritardo, da una gestione privatistica dell’accoglienza a un sistema pubblico e unitario di gestione ordinaria, diffusa, programmata e sostenibile di accoglienza dei flussi migratori. Con l’adesione alla rete SPRAR, si potrà garantire un corretto equilibrio delle presenze, il pieno coinvolgimento dei decisori pubblici locali e del mondo associativo, quindi un maggiore controllo e sicurezza del territorio, a vantaggio delle comunità”.

Infineha concluso Mauro il Ministero dovrebbe varare, sperando che ciò avvenga in tempi rapidi, come da impegno con l’ANCI, misure incentivanti a favore dei Comuni che decidano di aderire alla rete SPRAR, quali deroghe al blocco del turnover del personale, semplificazione delle procedure anagrafiche, contributi finanziari a favore dei Comuni per ciascun beneficiario accolto“.

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