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Occupazione, malaoccupazione ed immigrazione di Valerio Criscuoli

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La Valle Caudina è un polveriera pronta ad esplodere? Sembrerebbe di sì, soprattutto dopo le dichiarazioni del sedicente Comitato dei Lavoratori della Valle Caudina. Il campanello d’allarme lanciato da Franco Amoriello, portavoce del nuovo movimento proletario, deve essere analizzato senza enfasi e con cognizione di causa. Il rischio di fomentare tensioni sociali è alto, soprattutto in un’area come quella Caudina che per la prima volta assaggia la temuta globalizzazione della povertà.

L’intervista.

d- Signor Franco, come portavoce del movimento lavoratori, lei ha lanciato un disperato grido d’aiuto per combattere la piaga della disoccupazione della Valle Caudina, dopo le aperture dell’Unione dei Comuni verso i migranti, da poco sbarcati. C’è davvero il rischio di una guerra tra poveri?

r- Sicuramente esploderà una guerra tra i poveri e i nuovi disperati.

d- Come nasce la sigla Comitato dei Lavoratori e quali sono gli obiettivi del movimento?

r- Questo movimento dei lavoratori si organizza principalmente contro l’attuale governo nazionale di Matteo Renzi, per poi allargare la protesta anche sul territorio cervinarese. I politici nazionali e quelli locali ci costringono a protestare per far valere i nostri diritti in ambito sociale.

d- La disoccupazione e la “mala occupazione” sono due piaghe che affliggono tutto il Sud Italia. In Valle Caudina com’è la situazione e cosa proponete nell’immediato alle Istituzioni?

r- Il movimento è in fermento e sta preparando dei tavoli di lavoro da proporre all’Unione dei Comuni Caudini per l’inizio di settembre. Proprio quei sindaci che hanno teso una mano agli immigrati in questi giorni, saranno interpellati per risolvere anche i nostri problemi occupazionali. Sappiamo che la problematica degli immigrati è reale, ma sono reali anche le difficoltà che viviamo noi italiani tutti i santi giorni. Quindi, prima di far esplodere questa bomba ad orologeria dei disperati, vorremo avere garanzie concrete per il futuro.

d- L’opinione pubblica locale è divisa su due fronti. Chi è per il “prima i Caudini” e chi, invece, tende la mano ai nuovi disperati, senza badare alle frontiere. Il percolo della xenofobia è dietro l’angolo e complicherebbe tutto per tutti/e. Il buonismo potrebbe, invece, spalancare le porte alla confusione. Una cattiva gestione del delicato problema sociale sarebbe una manna dal cielo per molti sciacalli. Come cittadino e come portavoce del movimento, quale messaggio lancia, alle lettrici ed i lettori di UserTv, sulla questione “targata” integrazione?

r- Siamo contro qualsiasi azione di razzismo, non abbiamo nulla contro i nuovi disperati, però non vogliamo nemmeno essere penalizzati. C’è il rischio che le Istituzioni possano capovolgere la situazione e costringere, paradossalmente, noi caudini a prendere un barcone e cercar fortuna in mare.

d- Infine, a chi vi accusa di becero razzismo cosa rispondete? Purtroppo, la superficialità spesso deforma anche i contenuti di una legittima protesta. E’ facile puntare il dito contro, mentre diventa ben più complicato ascoltare tutte le campane. Ringraziandola per l’intervento le lasciamo carta bianca…

r- Ripeto, a nome del movimento, che non siamo razzisti, ma non toglieteci anche la dignità di essere italiani della Valle Caudina. Le dichiarazioni fatte a caldo erano uno sfogo perché capiamo la mobilitazione per i nuovi disperati, ma guai a mettere in secondo piano i problemi delle famiglie caudine. A settembre cercheremo di coinvolgere i lavoratori di tutta Caudium per farli scendere in piazza pacificamente.

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Comment(1)

  1. Ho avuto sempre la preoccupazione di non confondere problemi. Una cosa è lo sviluppo e l’occupazione nella Valle Caudina e altra cosa è il problema migranti. Purtroppo, per colpa degli amministratori locale e di quelli ,che credono di essere politici nessuno dei due problemi viene affrontato in modo conoscenza e con razionalità. Per esempio, considero cretino chi chiama razzista la persona che pone il problema. Evidentemente, non sa cosa dire. Mi permetto di consigliare a componenti del Movimento di organizzare un Convegno, al quale potrei dare il mio contributo ( se non disturbo).

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