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Il sunto del verbale istruttorio della prefettura di Avellino su vicenda presunti brogli a Cervinara

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E’ iniziato questa mattina, presso la Prefettura di Avellino,  la verifica sui plichi contenenti le schede della passata elezione amministrativa cervinarese e, contestualmente, il balletto delle notizie vere, false e/o confermate da molti organi di stampa. Nel verbale che pubblichiamo, vengono riportate le “non visioni” dei difensori dei ricorrenti e le “visioni” dei difensori dei consiglieri eletti nella scorsa legislatura amministrativa. Il verbale, infatti, dice che la parte ricorrente “vede” che sulla busta  della sezione numero 5 “non ci sono timbri identificabili, mancano firme dei componenti del seggio, il nastro non avvolge il plico e lo stesso presenta un taglio”. I difensori degli eletti, invece, vedono che tutto quello che per i ricorrenti manca, per loro c’è.

Per il funzionario delegato dalla Prefettura, invece, è tutto “congruo”.

Riecco il balletto con l’apertura del plico della sezione numero 12.

I difensori dei ricorrenti “… rilevano che sulla busta manca l’orario di consegna, la data di consegna e il nome del destinatario ed il bollo della sezione è illeggibile….

Gli avvocati difensori, invece, rilevano che “… è tutto regolare…

Nel plico della sezione numero 12 che contengono le schede delle comunali ne sono state rinvenute 92 vidimate e non utilizzate. Mancano altre non vidimate e non utilizzate che, però, potrebbero trovarsi in altra busta.

Inoltre, delle 233 schede vidimate, non votate e “non ritrovate” della sezione numero 7, già oggetto di verifica da parte del Palazzo di Governo di Avellino nei mesi scorsi,  c’è da dire che risultano “consegnate dalla sezione n.7 al Comune di Cervinara dopo le normali operazioni elettorali, ma non ritrovate presso gli uffici della Prefettura”.

La parola, ora, passa ai giudici del Tar che potrebbero “ordinare” la verifica su buste di altre sezioni per “ritrovare” le eventuali schede mancanti o chiudere il caso per “insussistenza di brogli”.

Nella seconda ipotesi, per il Tribunale di Salerno in seduta il prossimo 7 giugno, la questione “brogli elettorali” riferibili alle amministrative cervinaresi, si chiuderebbe qui.

Naturalmente, resteremmo in attesa dell’indagine ancora in corso, sulle modalità del “ritrovamento di schede”. Chi ha denunciato ed attestato di averle ritrovate fuori dai seggi e, poi, consegnate alla Questura, dovrà dire alla Procura dove effettivamente le ha rinvenute. Una cosa, per ora, è certa: a casa di Francesco Taddeo, presidente del seggio numero 7, le schede non le ha portate lui. Lo ha stabilito la Procura di Avellino archiviando la posizione del geologo cervinarese.

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