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Sabato la presentazione del libro di Valerio Pisaniello

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13046312_10209466379766115_1571431230_n“Il Reddito Minimo di Cittadinanza. Per Il Lavoro e per la Società”, questo il libro di Valerio Pisaniello che verrà presentato sabato 23 aprile nell’aula consiliare di S. Martino Valle Caudina, a partire dalle 17:30. Prenderanno parte al dibattito Giancarlo Giordano deputato di Sel e l’onorevole Carlo Sibilia deputato del Movimento 5 stelle. Il tutto moderato dalla dottoressa Giovanna Di Notte, giornalista di Ottopagine. L’autore, giornalista, politologo e sociologo ha terminato i suoi studi presso l’Università di Bologna proprio con una tesi finale sul Reddito Minimo di Cittadinanza. Ma ecco alcune estratti del suo libro.

«Negli ultimi trent’anni numerosi fattori hanno portato ad un radicale cambiamento della società. La globalizzazione ha ridisegnato quelli che sono i confini nel mercato internazionale. L’avvento delle politiche neoliberiste ha ipotizzato nuove metodologie di gestione della spesa pubblica, decretando il fallimento di uno Stato rivelatosi sempre più assistenzialistico ed eccessivamente oneroso per i bilanci interni. Nascono nuovi modelli di welfare: dal welfare state si passa al welfare mix. Tuttavia, la flessibilità diventa precarietà e nascono le cosiddette “nuove povertà”: una categoria di working poor continuamente a rischio di esclusione sociale. Il basic income vuole rendersi uno strumento non solo di sostegno al reddito ma di attivazione, su logiche di empowerment, di reinserimento all’interno della società. Con un basic income a potenziamento delle capacità si riuscirà a fornire quella libertà all’individuo in grado da scegliere le proprie aspettative di vita per un soddisfacimento individuale, oltre che un per un incremento qualitativo del lavoro e della società. Elementi come incondizionatezza, congruità, universalità e durata fanno sì che tale misura si riveli fattore di incentivazione dell’individuo riuscendone a stimolare le proprie capacità e permettendo il soddisfacimento di beni non solo strumental-utilitaristici. Troveranno spazio anche beni relazionali come capitale umano, fiducia, reciprocità e felicità in grado da mettere in relazione Stato, Mercato e Società civile per la realizzazione di un welfare civile.

Le politiche neoliberiste hanno portato ad una decurtazione dei diritti fino a creare –  per usare le parole del professor Standing – i non-cittadini. Una nuova classe si affaccia sullo scenario globale: il Precariato, una moltitudine frammentata che vaga in un disordine sociale voluto e fomentato dalla deregulation liberista.

Coloro che si contrappongono al vecchio Proletariato ipertutelato. La sintesi si sostanzierà in uno scontro: Precariato contro Proletariato. Si terrà conto anche di un workfare che allinea laburisti e liberali rendendosi uno strumento praticamente illiberale e ricattatorio: il workfare è la contraddizione di se stesso.

Su tali basi, ancor di più, si riuscirà ad immaginare un basic income sganciato dalla sfera del mercato, al di sopra delle logiche del denaro, che riesca a porre in equilibrio il binomio diritti/doveri e che rientri all’interno della sfera dei diritti per una demercificazione della società. Un basic income immaginato come diritto sociale di cittadinanza».

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