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Riceviamo e pubblichiamo. Barbieri risponde a Ciervo dell’ANPI

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Riceviamo e pubblichiamo.

“Combattere i nuovi fascismi”, così ha esordito il neo coordinatore dell’ANPI beneventano nonchè mio compaesano Amerigo Ciervo. Una frase che purtroppo ancora riecheggia nelle meningi di alcuni nostri intellettuali e che potrebbe anche portare a conseguenze pericolose. Caro professore ma oggi nel 2016 ha ancora senso parlare di Fascismo e Comunismo? Chi sarebbero secondo la sua venerabile idea di “Libertà” i fascisti da abbattere? I carabinieri che ogni giorno si trovano a fronteggiare gli sfasciavetrine dei centri sociali? I giovani come me che nonostante tutto ancora credono nella Patria come un valore aggiunto? I sostenitori della Lega e di Fratelli d’Italia? Tutta gente che secondo la sua “cultura” formentano odio e razzismo solo perchè chiedono il rispetto delle regole? Ma quando mai. Sono anni che noi “fascisti” brutti e cattivi subiamo assurdi tentativi di prevaricazione. Solo per citare il Sannio, nel 2004 a Benevento un convegno di FN all’Hotel Italiano e nel 2007 sempre a Benevento un corteo dello stesso partito a favore di De Magistris furono disturbati da decine di “bravi ragazzi” dei centri sociali che provocarono incidenti, arrivando anche a ferire dei poliziotti, fino ad arrivare all’azione di disturbo che i “democratici” no global beneventani fecero alla presentazione del movimento “Noi con Salvini” all’Hotel President. Il tutto senza che nessun precettore della libertà dell’ANPI sannita condannasse questi abusi, anzi il movimento da lei rappresentato si indignava per il fatto che fossero stati autorizzati presidi a favore della famiglia naturale in risposta al “Benevento gay pride” bollandoli addirittura come provocazione fascista, per quanto certe fattispecie centrino con il Fascismo. Il ’68 è terminato da quasi mezzo secolo ma evidentemente la cultura sessantottina che ha portato tra i giovani solo anarchia e disprezzo delle regole ancora fà fatica a tramontare, se poi ad enfatizzarla sono addirittura insegnanti, allora significa che la scia di sangue che negli anni ’70 ha macchiato le strade di tutta Italia non ha insegnato nulla. Proprio nulla. Che poi parli di Costituzione chi ancora oggi non comprende la sostanziosa differenza tra antifascismo liberale e antifascismo comunista è addirittura paradossale.

Antonio Barbieri

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