Home RUBRICHE L'ARCA DI AGNESE E se vi dicessi che la prima poetessa della storia è stata una donna? di Agnese Monaco

E se vi dicessi che la prima poetessa della storia è stata una donna? di Agnese Monaco

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12834674_790676847703362_625495614_nDel 2300 a.C. è il primo poeta nella storia, ma la novità in assoluto è che essa è donna. Enḫeduanna, (Enkheduanna), sacerdotessa del dio Nanna a Ur( uno dei più venerati santuari del Paese di Sumer) e poetessa. Vissuta quindi intorno al XXIV secolo a.C. Fu la figlia del re accadico Sargon. Principessa della più gloriosa dinastia della Mesopotamia, fu di grande personalità ed ebbe un intenso impegno politico in un periodo in cui si vivevano decenni cruciali dell’antichissimo Oriente preclassico. Enkheduanna visse in terre da principio desolate, ma potenzialmente fertilissime, tra l’Eufrate e il Tigri, nell’area più meridionale dell’odierno Iraq. Il re accadico Sargon, fu fondatore del primo impero della storia. La più celebre opera di Enḫeduanna è scritta in sumero e ha come titolo : Signora di tutti i “Me”, conosciuta più comunemente con il  titolo di “L’esaltazione di Inanna”. Questa poesia si compone di 153 versi, purtroppo noi ne  conserviamo solamente oltre cinquanta e da testimoni e fonti diverse, oltre a frammenti di incisioni su tavole  cuneiformi. Nell’opera “L’esaltazione di Inanna” si narra in una versione più che drammatica e alle volte in modi molto “dark”, la vita di Enḫeduanna, iniziando dalla sua fuga dalla città di Ur dove era la  sacerdotessa del Dio Sîn (che tradotto significava il Dio Luna) nella città di Nanna. Prosegue con  il suo esilio nella steppa. La poesia si tramuta poi in invocazione, nella quale Enkheduanna chiede agli Dei di essere liberara dall’esilio. Allude poi a Lugalanne, forse un rivoltoso sumero contro il potere del re accadico. Oppure perchè no, una sorta di primo principe azzurro della storia… L’inno si conclude con l’invocazione alla dea Iŝtar; dea figlia del Dio Nanna, per poi concludersi con il ritorno vittorioso della dea, e della sua grande sacerdotessa, nel santuario di Ur. Questa opera ebbe una gran fortuna nella stessa letteratura religiosa sumerica! Addirittura considerato tra i migliori dieci componimenti religiosi più notevoli del loro popolo. Sappiamo anche solo di lei il nome, degli altri nove, non abbiamo alcuna notizia e neanche frammenti delle stesse opere.

Di seguito l’incipit del componimento con la traslitterazione del The ETCSL project, Faculty of Oriental Studies, University of Oxford. Presente nel libro The Exaltation of Inanna di William W. Hallo e J.J.A. Van Dijk, 1968.

«Signora di tutti i Me, risplendente di luce. Donna virtuosa, vestita dello splendore divino (melam), diletta del Cielo e della Terra Ierodula del dio An, con il grande diadema. Colei che ama la tiara consona alla grande sacerdotessa. La cui mano impugna (tutti) i sette Me. O mia Signora, tu sei la guardiana di tutti i grandi Me
. Tu hai riunito i Me, tu hai legato i Me alle tue mani. Tu hai raccolto i Me, tu hai stretto i Me al tuo petto
.Come un drago tu hai lanciato il veleno sui territori dei nemici. Quando tu ruggisci alla terra come il dio della Tempesta, la vegetazione non può resisterti. Come un diluvio discendi dalla tua montagna. O potente del cielo e della terra, tu sei Inanna» .

Fonti : wikipedia – ilgiornale – ilsole24ore – web.

Disco di Enkheduanna, figlia di Sargon di Akkad (ca. 2285-2250 a.C.), rinvenuto a Ur e conservato presso l’Univiersity of Pennsylvania Museum

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