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S. Agata/L’assessore Viola: Giustizia è fatta.

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Riceviamo e pubblichiamo.

Intervento dell’assessore Oreste Viola in merito alla sentenza del Consiglio di Stato –V sezione.

Giustizia è fatta.

Finalmente giustizia è fatta ed è stata ripristinata la volontà del popolo sovrano.

Con sentenza n°708/2016 depositata in data 22/2/2016 a definizione del ricorso n°08597/2015 la V sezione del Consiglio di Stato ha così statuito : “ definitivamente pronunciando sugli appelli, come in epigrafe proposti, accoglie l’appello principale e dichiara inammissibile l’appello incidentale e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, respinge il ricorso di primo grado.   

Come è a tutti ben noto la sentenza di primo grado del Tar Campania – Napoli – aveva disposto l’annullamento delle elezioni sul presupposto che rispetto ai 304 duplicati rilasciati dall’Ufficio Elettorale solo in 99 casi erano state presentate denunce ai carabinieri , mentre in 125 casi esistevano denunce di smarrimento presentate al Comando di Polizia Municipale ed in altri 79 casi non vi era alcuna denuncia, accogliendo sostanzialmente uno solo tra i diversi  motivi di ricorso che a dire dei ricorrenti avrebbero inficiato il procedimento elettorale.

Tale sentenza era stata ritualmente impugnata dall’attuale maggioranza ed i ricorrenti di primo grado – mi verrebbe da dire non contenti – avevano addirittura proposto appello incidentale ; in pratica, e per rendere comprensibile a tutti la loro condotta processuale, i ricorrenti di primo grado avevano sostenuto che vi erano ulteriori motivi per i quali dovessero annullarsi le elezioni comunali del maggio 2014,.

Adesso che la vicenda processuale ha avuto il suo giusto , inappellabile ed inconfutabile epilogo non posso esimermi dal fare qualche considerazione – sia sul piano giuridico che su quello politico – su questa spiacevole vicenda che ha visto quale unica parte lesa solo la nostra Città e tale non è solo il mio modesto parere , ma bensì il pensiero di quasi tutti i miei concittadini sia di quelli che hanno sostenuto la lista Avanti sia di quelli che non l’hanno sostenuta .

Sono stato in religioso e composto silenzio congiuntamente ai miei amici da quel famoso 24 settembre 2015 nella convinzione che mi derivava e mi deriva anche dalla mia formazione professionale che le sentenze non si commentano , MA SI IMPUGNANO , ove si ritengano ingiuste e suscettibili di essere riformate e soprattutto nella convinzione che è meglio non cantar vittoria prima del tempo.

Evidentemente analoghe considerazioni non sono state fatte dai nostri avversari avvezzi come sono a festeggiare sempre prima dei risultati definitivi ; non sono un veterano della politica attiva e non so se mio figlio un domani abbia intenzione di fare politica, ma se così dovesse essere gli darò solo questo consiglio : prima di cantare vittoria aspetta sempre l’esito delle urne perché tuo padre ha visto festeggiare tanta gente alla chiusura dei seggi e poi l’ha vista squagliare subito dopo che era iniziato lo spoglio.

Personalmente – e ciò mi deriva da quel poco o molto che ho imparato nell’esercizio della mia professione – sono stato sempre convinto che il Consiglio di Stato non poteva non riformare la sentenza del Tar , per cui ho assistito frigido pacatoque animo ai commenti del post sentenza di primo grado ; non vi nascondo però che a volte ho provato un certo risentimento o per meglio dire disgusto nel sentire e soprattutto nel leggere sui social commenti assurdi, opinioni che trasudavano mala fede, accanimento , offese personali e soprattutto ignoranza totale della questione .

Non vi è dubbio che molti di questi commenti sono stati alimentati ad arte da chi – pur conoscendo la realtà dei fatti – ha sostenuto che vi erano stati cd. brogli elettorali a cagione dei quali la lista Avanti aveva vinto le elezioni  .

In questi mesi , quindi, tutti giuristi, tutti avvocati, tutti sagaci e bravi amministratori che addirittura si vantavano di dare suggerimenti agli organi di governo medio tempore in carica ; per tutti si intende ovviamente tutti coloro che – fortunatamente pochi-  sono accecati dai risentimenti, derivati forse dal fatto che non hanno mai digerito le sconfitta elettorale e non sono riusciti a farsene una ragione

La sentenza d’appello ha fatto definitivamente chiarezza e di seguito cercherò di sintetizzare e semplificare le argomentazioni e le motivazioni giuridiche poste a fondamento di tale decisione.

Il Supremo Consesso di Giustizia Amministrativa in accoglimento del nostro appello ha ritenuto che i ricorrenti di primo grado non hanno precisato in che modo la ASSERITA IRREGOLARITA’ abbia inciso sul risultato affermando quindi che vi era un vizio di ultrapetizione nella decisione di primo grado ; in secondo luogo ha affermato che la Polizia Municipale era perfettamente legittimata a ricevere le denunce di smarrimento.

Ha di contro ritenuto INFONDATO l’appello incidentale sul presupposto che non era degna di rilievo la censura circa la nomina degli scrutatori e sul presupposto che era –   così come è – assolutamente legittima l’ammissione al voto per conoscenza diretta trattandosi di un “ Comune di circa 11.000 abitanti , caratterizzato da un centro storico e da altre 64 frazioni, località e nuclei abitati sparsi : vale a dire da un corpo elettorale piuttosto contenuto e da una serie di piccole aggregazioni abitative, dove la frequente reciproca conoscenza personale è un dato sociale ben plausibile”.

In riferimento a tale ultimo motivo evidentemente non si sapeva o non ci si è informati che alle elezioni comunali dell’anno 2009 circa l’81% degli elettori aveva votato per conoscenza diretta , nel mentre nelle elezioni comunali 2014 una percentuale addirittura inferiore pari al 64%.

In conclusione vittoria su tutti i fronti : il ricorso era del tutto infondato e perciò meritevole di essere respinto.

Questa è la realtà dei fatti, questa è la verità dei fatti e la verità processuale e tutti siamo tenuti a rispettarla.

Mi si impone a questo punto anche qualche brevissima – per questioni di spazio – considerazione politica.

Auguro ai nostri antagonisti di ergersi ed elevarsi al ruolo di avversari politici ed in quanto tali meritevoli di tutto il nostro rispetto e di abbandonare il ruolo di nostri nemici ; auguro loro di abbandonare l’odio ed il risentimento e di saper accettare le sconfitte elettorali imparando a rispettare la volontà del popolo sovrano e di avere quale unico fine comune il bene della Città .

Io sono pronto, e sono sicuro che lo stesso sentimento anima i miei amici, a stringere  la mano ed a ripartire insieme a loro pur nella diversità dei ruoli che ci hanno assegnato i nostri concittadini  la cui volontà deve sempre essere rispettata.

Questa è la democrazia e cercate di ricordarlo sempre ; siate felici anche voi perché finalmente si è chiusa questa triste vicenda che ha segnato una delle pagine più brutte della storia politica della nostra Città.           

AVV. ORESTE VIOLA

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