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Lettera al Sindaco Filuccio Tangredi

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Riceviamo e pubblichiamo.

Egregio Sindaco di Cervinara,

non è mia abitudine intromettermi, ma ritengo che Ella possa fare qualcosa, per evitare che al fenomeno della disoccupazione e nell’avere perso anche il lavoro, si aggiungano altre azioni dettate dalla disperazione.

Ho avuto modo di apprezzare le tante migliorie messe in atto da lei e dalla sua giunta per rendere Cervinara un paese vivibile sia dal punto di vista ambientale che sul fronte della sicurezza urbana. Condivido il suo personale modo di porsi alla gente, incontrandoli e ascoltandoli, mettendo in atto una serie di strategie volte alla risoluzione di annosi problemi sociali.

Ma questo sig. Sindaco non basta! Sono convinto assertore che la battaglia che si sta consumando in parlamento sulle unioni civili sia giusta e condivisibile su alcuni

aspetti, ma non comprendo come possa focalizzarsi una tale attenzione mediatica su nquesto tema e, per contro, si parli poco o niente dei svariati drammi famigliari legati ai licenziamenti di lavoratori che, data l’età degli stessi, saranno difficilmente collocabili in altri settori.

Penso e sono fermamente convinto dello sbilanciamento delle priorità nel nostro

paese sia dovuto ad una politica miope finalizzata all’interesse prettamente personale e poco attenta ai bisogni primari dei cittadini che compongono l’asse portante dell’economia di una Nazione.

Lo sciopero della fame, che dal 22 febbraio è iniziato da parte di lavoratori, davanti alle mura del Comune di Cervinara, è una conferma delle priorità di questo Paese..

Sono certo che Ella saprà trovare una soluzione per dare garanzie a famiglie che dopo avere perso il lavoro, non vogliono perdere anche la dignità e vogliono continuare a credere nelle Istituzioni.

Il lavoro è un diritto di tutti, la disoccupazione è frutto di un mal costume, e qui

potremmo aprire una discussione che durerebbe anni: Investimenti sbagliati, il costo del lavoro alle stelle, una tassazione abnorme…frutto di incompetenza parlamentare di politicanti allo sbaraglio.

Carissimo Sindaco sono certo che Lei farà la cosa giusta nell’aprire un dialogo con i lavoratori, che colpe non hanno se non quella di essere stati stritolati dalla politica del contenimento delle spese che colpisce tutti i settori della Stato e, a caduta, in particolare, gli Enti Locali.

Le elezioni sono ormai alle spalle sig. Sindaco, e sono certo che saprà essere punto di riferimento per i tanti che hanno poco, e che in questi giorni manifestano per un sacrosanto posto di lavoro.

Con Cordialità

Antonio PARRILLO Sinistra Dei Valori

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