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IL MONDO IPERURANIO IN VALLE CAUDINA di Goffredo Covino

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Chiunque abbia avuto la fortuna di imbattersi nella conoscenza di Platone avrà potuto constatare l’incredibile attualità dei suoi princìpi. Il filosofo greco, infatti, discettava su alcuni argomenti che assolutamente non sono sottoposti al limite del tempo, nel senso che rappresentano, a tutto tondo, la quotidianità a prescindere dall’epoca. In particolare, il mondo iperuranio. Esso è , per definizione, il mondo ultrasensibile in cui vivono ed albergano le idee perfette e immutabili.Oltre la volta celeste, secondo Platone, esiste dunque l’altra dimensione ( metafisica e spirituale, oltre che atemporale) che è esattamente antitetica al mondo sensibile, “culla dell’ignoranza” e copia imperfetta dell’altro. Tutto ciò si riverbera, inevitabilmente, nella nostra quotidianità caudina, in special modo nell’approssimarsi delle elezioni amministrative. Saranno 3 i Comuni caudini chiamati a rinnovare i propri rappresentanti nel prossimo giugno  ( Roccabascerana, Rotondi e S.Martino V.C.) e saranno altrettanti i mondi iperuranii a scendere in campo. Appunto, i mondi delle idee perfette. Già nella fase di abbrivo della campagna elettorale i segnali sono incontrovertibili: promesse, premesse, sogni pindarici, progetti alti e sublimi, sviluppo, crescita, sicurezza, occupazione e il mare riportato finalmente nella Valle ( ci manca da qualche millennio, sarebbe ora….) sono il contenitore onnicomprensivo che ne deriva. E’ tutto legittimo, ci mancherebbe.Legittima è anche, però, la naturale diffidenza rispetto a queste concezioni volutamente e coscientemente iperuranie. Basti pensare che Platone affida alla figura del dio-fabbro Demiurgo la paternità di quello spazio. Ora, in Valle Caudina bisogna semplicemente allontanare i cento demiurghi e i cento “galli sulla spazzatura” di tangrediano copyright. La realtà, sempre culla dell’ignoranza, dice benaltro, la realtà condanna un’intera classe politica, la realtà certifica mille metastasi nel tessuto sociale, il cui esame istologico è rabbrividente; la realtà racconta la desertificazione morale e fisica dei caudini. La realtà è un sistema-paese che non funziona. Sinceramente, potremmo anche saltare la fase pre-elettorale e rimettere l’orologio del tempo su 5/10/15/20 anni fa: ascolteremmo le stesse cose, assisteremmo agli stessi spettacoli, ci incaz….eremmo ancora una volta. Cosa cambia? Solo per una ragione anagrafica non saremo avvicinati dal politico dejavu, degnamente sostituiti, però, da personaggi più giovani e “spendibili” che hanno un piccolo problema interiore: sono già vecchi dentro.Cambiano gli orchestrali, ma la musica è sempre quella. Cosa fare allora a Roccabascerana, Rotondi e S.Martino V.C., se non sperare ancora nell’inversione di tendenza, della quale , purtroppo, non se ne avvertono i sintomi? La speranza, allora. Quindi, il mondo iperuranio, l’ennesimo, l’ulteriore, l’ultimo. Dopo, il baratro. E il fil-rouge che collega le tre comunità chiamate al voto, cioè la totale mancanza del gioco di squadra; ergo, spazio ai solisti che poi aggregano.In tutta onestà, non è forse giunto il momento ( alla luce dei disastri collettivi) di fare giusto il contrario? Prima la squadra, poi essa sceglie il capitano e così via. ” Sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno” diceva Lucio Dalla. Come non credere, di riflesso, al candidato x che promette posti di lavoro, che ti avvicina con la solita formula “Ma che ti serve?”, che ti ascolta mentre pensa a tutt’altro, che ti fa pesare di essersi interessato per sostituire la lampadina pubblica, che ti chiede un incontro a casa tua “ma mica per parlare di voti?”. Ecco, crediamogli pure, tanto appartiene a quel mondo di idee perfette e immutabili di cui non si può fare a meno. Auguri a tutti i candidati e, per me, Platone sindaco-caudino a vita o per antonomasia.
Ciao ciao

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