Home ARTICOLI Anche in Valle Caudina più morti che nati.
2

Anche in Valle Caudina più morti che nati.

2

Secondo i dati Istat 2015-2016, comunicati in questi giorni, in Italia aumenta il tasso di mortalità e diminuisce il tasso di natalità. Anche gli stranieri aumentano ma cresce anche il flusso migratorio all’estero.

Popolazione in Italia al 1° gennaio 2016: 60 milioni 656 mila residenti (-139 mila unità).

Gli stranieri sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l’8,3% della popolazione totale (+39 mila unità).

La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni con una perdita, quindi, di 179 mila residenti.

I comuni caudini rispettano, quasi in tutto, l’andamento nazionale. Di seguito pubblichiamo, comune per comune, i dati registrati dall’Istituto di statistica che, però, si riferiscono al 31 dicembre del 2014. I dati al 31 dicembre 2015 sono, come ha comunicato lo stesso Istat, ancora provvisori.

Diminuzione della popolazione – La popolazione diminuisce uniformemente sul territorio italiano, ma con maggiore intensità nel Mezzogiorno (-3,1 per mille) rispetto al Nord (-1,8) e al Centro (-2,1).

Gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni, il 22% del totale. In diminuzione risultano sia la popolazione in età attiva di 15-64 anni (39 milioni, il 64,3% del totale) sia quella fino a 14 anni di età (8,3 milioni, il 13,7%).

 Stranieri – I residenti in Italia al 1° gennaio 2016 sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l’8,3% della popolazione residente totale.

Rispetto all’anno precedente c’è un incremento di appena 39 mila unità, con 200 mila unità aggiuntive per effetto delle migrazioni con l’estero e 56 mila unità aggiuntive per effetto della dinamica naturale (63 mila nati stranieri contro oltre 6 mila decessi), 81 mila unità in meno per effetto delle poste migratorie interne e per altri motivi.  Il 59% della popolazione straniera risiede nel Nord e per ben oltre un quinto del totale nella sola Lombardia.

Il 25% risiede nel Centro, di cui 640 mila individui nel Lazio, il 16% nel Mezzogiorno, con 233 mila in Campania. Nel Centro-nord l’incidenza di stranieri sulla popolazione complessiva supera ampiamente il 10%, con un massimo del 12,1% in Emilia-Romagna; viceversa nel Mezzogiorno tale quota è del 3,9%, con un minimo del 2,8% in Sardegna.

Tasso di mortalità – Il 2015 viene definito come anno del picco di mortalità. I morti sono stati 653 mila nel 2015 (+54 mila).

Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi. L’aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75-95 anni). Il picco è in parte dovuto a effetti strutturali connessi all’invecchiamento e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014, più favorevole per la sopravvivenza.

Le zone più interessate dall’aumento di mortalità sono quelle del Nord-ovest, Piemonte e Lombardia registrano incrementi, rispettivamente, del 10,1% e del 10,6%. Nel Centro, Toscana e Umbria mostrano un aumento del 10,3% mentre nel Mezzogiorno un +10,7% si rileva in Campania.

L’età modale al decesso rimane costante nel biennio, risultando pari a 84 anni per gli uomini e a 89 anni per le donne.

Tasso di natalità – Nel 2015 le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia.

Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna. L’età media delle madri al parto sale a 31,6 anni.

Il recente calo delle nascite è in parte riconducibile alla trasformazione strutturale della popolazione femminile in età feconda (15- 49 anni). Esse, infatti, sono oggi meno numerose e mediamente più anziane.

 Migrazione – Il saldo migratorio netto con l’estero è di 128 mila unità, corrispondenti a un tasso del 2,1 per mille. Tale risultato, frutto di 273 mila iscrizioni e 145 mila cancellazioni, rappresenta un quarto di quello conseguito nel 2007 nel momento di massimo storico per i flussi migratori internazionali. Le iscrizioni dall’estero di stranieri sono state 245 mila e 28 mila i rientri in patria degli italiani. Le cancellazioni per l’estero riguardano 45 mila stranieri e 100 mila italiani.

Mobilità interna – Nel 2015 i trasferimenti di residenza nell’ambito dei confini nazionali scendono, dopo 12 anni, sotto il livello del milione e 300 mila, registrando una contrazione di circa il 3% sul 2014.

Prosegue dunque il processo di rallentamento delle migrazioni interne che, avviato nel 2013, è da collegare all’evoluzione del mercato occupazionale, nel contesto complessivo di un Paese alle prese col superamento delle difficoltà determinate dalla recessione economica.

I trasferimenti tra Comuni comportano un saldo migratorio quasi sempre positivo per le regioni del Nord.

Il saldo è negativo in tutte le regioni del Mezzogiorno, in particolare in Calabria (-3,4), Basilicata (-3,3) e Campania  (-3,1).

Speranza di vita – Diminuisce la speranza di vita alla nascita. Per gli uomini si attesta a 80,1 anni (da 80,3 del 2014), per le donne a 84,7 anni (da 85). L’età media della popolazione aumenta di due decimi e arriva a 44,6 anni.

(Angelo Marchese)

Fonte: Comunicato stampa ISTAT del 19.2.2016

Comune per comune, in ordine alfabetico:

  • Airola
  • Arpaia
  • Bonea
  • Bucciano
  • Cervinara
  • Forchia
  • Moiano
  • Montesarchio
  • Pannarano
  • Paolisi
  • Roccabascerana
  • Rotondi
  • San Martino Valle Caudina.
  • (Cliccare per ingrandire le tabelle)

Statistiche demografiche ISTATStatistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT Statistiche demografiche ISTAT

sponsor

Comment(2)

LEAVE YOUR COMMENT

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code