Home RUBRICHE IL MIO CANTO LIBERO BOLDRINI A BRUXELLES di Goffredo Covino

BOLDRINI A BRUXELLES di Goffredo Covino

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goffredo1Ora abbiamo capito, finalmente, quale sia la vera natura della nostra Presidenta ( sì, con la a finale) della Camera : è un’europeista convinta. Sinceramente, il fatto stesso che sia stata indicata nell’attuale ruolo da SEL, il partito del desaparecido Vendola, lasciava supporre che la Presidenta avesse una concezione, tutto sommato, nazionale della politica, appunto perchè messa lì da un partito italiano, o meglio, solo italiano.No, non è così.La Presidenta vola alto, ragiona in grande e sogna il superamento dei confini nazionali nell’ambito di una visione assolutamente mitteleuropea, tesa a considerare il Vecchio Continente il suo habitat più naturale. La Boldrini, infatti, ha dichiarato (ed analisi cliniche hanno accertato che non avesse fatto recente uso di sostanze allucinogene…) che la bandiera italiana non avrebbe più tanto senso in occasione di manifestazioni ufficiali e di rappresentanza, perchè toccherebbe invece alla bandiera europea la “precedenza assoluta”. Quindi, prima l’inno di beethoveniana fattura e dopo, ma molto dopo, l’inno del semplice duo ” italiano”Mameli-Novaro. Ergo, mi sento di dire che, in occasione di un incontro di calcio tra i nostri azzurri e la nazionale del Burundi, non si dovrebbe stupidamente intonare “Fratelli d’Italia”. Sono sicuro che la Presidenta non volesse alludere al partito della Meloni, peraltro incinta, ma proprio al nostro inno nazionale, obsoleto ed anacronistico rispetto agli Stati Uniti d’Europa. Ora mi chiedo, e vi chiedo, se davvero non si sia tracimato di brutto in nome e per conto di un presunto progressismo che, pare, sia di assoluto possesso di una parte politica e che, pare, debba rappresentare la solita, ormai patetica, supremazia intellettuale dei “migliori”.Qui si rasenta il ridicolo ed ho la netta impressione di assistere alla sagra della foca monaca.Come è possibile che una così alta carica dello Stato, peraltro “imposta” per onorare la sua fondamentale azione di collegamento tra i Paesi in via di sviluppo ( il che implica basilari successi, dei quali non si hanno tracce alcune..) indulga in dichiarazioni simili? Credo che il suo posto naturale sia a Bruxelles, casomai a capeggiare una struttura dedita a promuovere la bontà dei cavoletti tipici di quella città, e che le si debba vietare di ascoltare l’inno di Mameli, per contratto.
Se poi, ai prossimi campionati europeri di calcio, la si pescherà a gioire per un gol dell’Italia, allora le si commini una sanzione commisurata, per cui dovrà tornare a fare quello che faceva prima di essere nominata terza carica dello Stato, cioè niente.
Ciao ciao

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