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L’uomo Yin di Valeria Abet

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Maschile e Femminile – Terza parte – L’uomo Yin

Nel mio precedente articolo ho definito un uomo Yin, un maschio che mostra notevoli caratteristiche emotive femminili e ho chiamato Yang una donna che ha notevoli caratteristiche emotive maschili.

Cerchiamo di riconoscere un uomo Yin, ve ne sono davvero tanti.

L’uomo Yin utilizza nella sua vita, per la maggior parte dei casi, emozioni e sentimenti accomodanti, di compromesso. E’ il classico “paciere”.  E’ un uomo con caratteristiche miti, che apparentemente si accontenta di poco. E’ l’uomo eterno bambino, quello che molti chiamano Peter Pan.

Quando la sua donna si arrabbia, o si lamenta, lui è sempre pronto con una parola o un gesto carino a stemperare il suo malumore anche quando sarebbe più che legittimo protestare.

Mi dirai che questa è una prerogativa di quasi tutti gli uomini, non proprio di tutti, questa è la prerogativa di tutti gli uomini Yin coloro che come strategia di sopravvivenza hanno scelto pazienza e tolleranza, in altre parole qualità femminili per eccellenza.

In contrapposizione a questi aspetti c’è che quest’uomo non conosce lealtà, insegue il piacere effimero, si lascia ingannare facilmente dalle persone, non ha limiti e non riesce ad imporsene, è simpatico si veste e si comporta come un ragazzino anche a quaranta anni. Rifugge le responsabilità, non sa prendere posizioni precise, continua ad avere con la madre un rapporto “ambiguo”. Una parte di lui detesta la propria madre, e un’altra parte sente che non può sopravvivere senza la sua presenza. Svicola abilmente e continuamente, sul lavoro, in famiglia, con gli amici, persino con se stesso.

E’ quello che ha sempre fatto con sua madre svicolare, è quello che ha “dovuto” fare per sopravvivere a una madre poco tollerante nei suoi confronti. Madri che crescono bambini maschi all’insegna del non ti sporcare, non correre, non sudare, men che mai fare a botte con gli altri bambini, men che mai fare uno sport come il calcio dove il 90% delle volte si finisce in rissa, etc. etc.

Chiariamo che in generale un uomo all’interno del nucleo familiare tende sempre a stemperare gli eccessi emotivi, questo perché sa che se rispondesse alla sollecitazione, probabilmente avrebbe una reazione esagerata, quindi impara a controllarsi; un po’ come fanno le persone che sono fisicamente grosse che in genere hanno carezze e modi sorprendentemente delicati al fine di gestire la loro fisicità ingombrante.

Gli uomini Yin imparano fin troppo bene e fin da piccoli a reprimere i loro istinti primari al fine di essere amati ed accettati dalla propria madre che li vuole educati, composti, studiosi, ragionevoli, mai irruenti.

Lo Yin è’ l’uomo che ha scelto di deporre le armi per essere amato, quello che ha soppresso la sua forza di spinta, che nel caso di un bambino maschio sarebbe stata fortemente esplorativa, in cambio dell’oggetto del suo grandissimo amore: sua madre.

Le basi dell’autostima e dell’amor proprio arrivano dai messaggi genitoriali. Quando siamo piccoli, i nostri genitori sono i nostri “Dei in terra”, ci butteremo giù dalla rupe pur di essere amati da loro.

Il messaggio che arriva da una madre castrante verso un bambino maschio è: Così come sei non vai bene! In realtà non c’è nulla che non vada bene in un bambino che sa difendersi facendo a botte o che non riesce a stare seduto su una sedia in maniera composta per più di dieci minuti, o che si distrae in classe prendendo in giro la sua compagna di banco. Se questo comportamento è occasionale e non compulsivo è un comportamento sanissimo.  L’esplorazione del mondo per un bambino maschio più che per una femmina avviene in maniera “fisica”.

Molte nonne alle volte si schierano da parte dei loro nipoti rimproverando le figlie che reprimono i loro bambini maschi, dicendo una frase molto indicativa: lascialo in pace, è maschietto, deve farlo!

Quanta antica e modernissima saggezza è contenuta in così poche parole.

Il lato oscuro dell’uomo Yin si presenta ogni qual volta la vita lo pone avanti a delle scelte, all’interno della coppia può avere occasione di tradire ma mai nella vita si sognerebbe di lasciare il suo porto sicuro, sua moglie o la sua casa, se perde il lavoro, non è in grado di trovarsene uno diverso dal precedente e piagnucola sulle proprie sventure senza avere la forza di rialzarsi.

A questo punto, hai compreso che un messaggio materno castrante sulla mascolinità di un bambino da luogo ad una personalità tendente allo Yin.

Ti meraviglia che l’unica cosa che desidera davvero un uomo Yin sia la tranquillità, l’assenza di conflitto? Passa tutta la sua vita a controllare ciò che in lui sarebbe naturale, detesta entrare in disaccordo.

Negli uomini Yin la soglia di “sopportazione” è spostata in avanti, cioè il loro limite di pazienza  oramai è più vicino a quello di una donna che non quello di un uomo. Accompagnato da gesti gentili, quieti, disdegna le battute sferzanti, evita la lotta se è attaccato, ma soprattutto evita, purtroppo per lui, l’attacco!

L’uomo Yin è dominato dalla paura di non essere amato, è un uomo che in generale ha o ha avuto con la madre un rapporto nel quale si è sentito completamente dominato.

Per dirla tutta tutti gli individui di sesso maschile passano questa fase nella vita durante la preadolescenza, per poi superarla con la maturità. L’uomo Yin non esce dalla fase della paura, non supera le proprie barriere emotive e si rifugia nella sua inerzia spaventato dal mondo.

Come per la donna Yang, il livello di degrado, può essere molto piccolo, o molto grande e quindi degenerativo.

L’uomo Yin ha una personalità molto complessa, e torneremo su quest’argomento in seguito, poiché l’uomo Yin inganna facilmente l’osservatore. Come ho prima detto ha un’estrema capacità di svicolare dalle situazioni.

Ciò che lo corrode più di tutto è ancora una volta un sentimento molto femminile, l’invidia, l’invidia verso gli altri uomini.

Va da se che una donna Yang, predilige come compagno un certo tipo di uomo, quello “dolce sensibile e carino” di cui parlavo nel mio primo articolo, cioè un uomo Yin, quello che non accede con facilità alla propria forza di spinta, alla propria rabbia, questo perché se entrambi utilizzassero le stesse caratteristiche, in casa vi sarebbe sempre una eterna lotta per accaparrarsi il potere del controllo su qualunque argomento.

Alla prossima, tra 15 giorni

Valeria Abet
Counselor in discipline psicologiche empiriche

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