Home AGENDA La voglia di far rinascere una frazione con il teatro.
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La voglia di far rinascere una frazione con il teatro.

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Cervinara.
Sabato 16 Gennaio alle ore18:30 presso la sala convegni Nicodemo De Vito in via Rettifilo, andrà in scena una commedia in 3 atti di Scarpetta dal titolo “3 pecore viziose”.
Protagonisti saranno i ragazzi (e non solo) della parrocchia di San Nicola Vescovo.
Una compagnia nata all’improvviso per aver accolto la scellerata idea di un gruppo di amici:
voler portare sul palcoscenico persone di diversa età, che desiderano creare qualcosa di vivace e nuovo nella frazione Ioffredo spenta dal 1999 anno della tragica alluvione.

Quindi Teatro come aggregazione  e voglia di stare insieme come una grande famiglia da affiancare alle altre attività parrocchiali.

“Come dice Terrence Mann :il cinema vi renderà famosi; la televisione vi renderà ricchi; ma il teatro vi farà bene….speriamo che davvero possa far bene a qualcuno…noi faremo del nostro meglio…”

Ecco la trama:

Lo scenario si snoda nella quotidianità di una famiglia matriarcale di fine ‘800 dai rigidi principi morali, si va, poi, verso un crescendo man mano che si scoprono i personaggi. Felice, Camillo e Fortunato sono “Le tre pecore viziose”, i quali, per evadere dalle oppressioni quotidiane di Beatrice “padrona di casa” (nonché moglie di Fortunato, zia di Felice e sorella di Camillo), vanno in cerca d’avventure amorose con tre giovani modiste.
Fanno credere di essere scapoli con serissime intenzioni di sposarle. Per Fortunato e Camillo, “di una certa età”, appartenente ai “professori giubilati”, il rapporto viene realmente inteso come unica occasione di sfuggire alle continue innipotenza di Beatrice che si intromette addirittura nelle decisioni personali (come il decidere per gli altri i tempi di andare a coricarsi) o familiari (lo stabilire l’opportunità o meno di un fidanzamento incurante del parere degli interessati nonché familiari), il terzo, Felice, ancora giovane, suscita un sentimento più sensibile e attento, insomma meno superficiale e astratto, però “al fondo” riamane legato più alla “pancia piena” che ai sentimenti….

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