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La donna Yang di Valeria Abet

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La donna Yang

La volta scorsa ho “disegnato” per grandi linee la figura di una donna, non in linea con le sue parti emotive, dicendo che molte delle caratteristiche maschili riscontrabili in una donna, non sono caratteristiche primarie, intendendo per primarie le caratteristiche che il nostro sesso di appartenenza ci offre come corredo, in maniera naturale, quando nasciamo femmine.

Chiamo questa figura genericamente, donna Yang.

Equivalentemente un uomo Yin è un individuo di sesso maschile che mostra spiccate caratteristiche emotive femminili, un uomo quindi che non accede a tutte sue caratteristiche primarie, o se vi accede le usa poco.

Degli uomini Yin parlerò nel mio prossimo articolo, per ora mi dedico alle donne, a una buona percentuale di donne con spiccate caratteristiche Yang.

Le donne Yang, sono gettonatissime, rappresentano buona parte del prototipo di donna che adesso esiste.  E’ un tipo di donna amatissimo dalla pubblicità, che si sforza in tutti i modi di essere brava madre, brava lavoratrice, brava moglie. E’ la donna che abbandona la sua natura vera e che riversa i suoi sforzi fuori da se stessa, la donna che c’è, quella su cui puoi fare affidamento, leale.

Spesso, non ha amiche vere con le quali confrontarsi, preferisce amici uomini, questo tipo di donna si odia quando non riesce a “controllare” la propria vita, in tutti i suoi aspetti e quando le viene chiesto di prendersi cura di se stessa, traduce questo concetto in: m’inscrivo in palestra, piuttosto che vado dal parrucchiere, piuttosto che mi metto a dieta.

In parole povere è una donna che sente solo doveri verso il prossimo, obblighi incatenanti. Accade così che anche la palestra diventa un “dovere” come tutto il resto. Tutto per lei è insopportabilmente pesante. Se ne lamenta, ma non molla.

Oggetto prediletto delle sue rimostranze è il fidanzato o il marito di turno: Non mi aiuta a casa, non segue con i bambini quando fanno i compiti, non si sa imporre, è troppo buono per non dire “scemo”, e via discorrendo.

Ogni tanto spara frecciatine acide su chi la circonda facendo defluire un po’ la pressione che sente dentro di se.

Cos’è che sente dentro di se veramente, cosa sente questo tipo di donna? Malessere cronicizzato, assimilabile a un dolore sordo e perenne, è il dolore dell’anima. Qualcosa non quadra ma non sa cosa.  Le riconosci da come camminano per strada, dai loro occhi accesi e un po’ rabbiosi, pronte a reagire di scatto all’imprevisto.

A volte polemiche o permalose, spesso si vestono in maniera sexy, così impone il mercato per essere alla moda, non mostrano mai il loro lato sensuale, centellinano la loro tenerezza, riservandola ai figli maschi, difficilmente sono tenere con le figlie femmine alle quali propinano quello che io chiamo il comandamento numero uno: “Studia e poi vai a lavorare devi essere una donna indipendente”!

Chi può dare torto a queste donne? In genere una donna Yang, riesce con la logicità e il ragionamento a farsi appoggiare da tutti nella sua visione del mondo, tranne che da una parte di se stessa. Se ne accorge perché sente malessere.

Le rare volte in cui una donna Yang riesce a stare sola con se stessa sente il peso della sua anima. Come un fiato corto, un senso di oppressione che a volte sfocia in pianto, ma dura poco, poi ritorna a correre nella sua vita trascurando giorno dopo giorno il suo vero sentire.

Ho descritto fin qui un modello di donna, il livello di malessere ovvero di degrado dell’anima, può essere molto piccolo in una donna Yang ma anche molto grande.

Se la vita scuote una donna Yang ben bene con i suoi accadimenti, questa donna può diventare sempre più Yang, cioè aggressiva, rabbiosa, può avere scatti d’ira incontrollati, degradare fino al punto di non riuscire a controllarsi.

Sì perché la parte emotiva che domina la donna Yang è la rabbia.

La donna Yang in pieno degrado, dopo un eccesso d’ira passa il più delle volte in uno stato d’animo depresso, transita tra questi due stati, in maniera sempre più veloce e incontrollata.

Non gestisce più la sua vita, dentro di lei è come se ci fosse una bambina furiosa che la domina e la trascina sempre più giù.

Per fortuna la maggior parte delle donne Yang in circolazione non arriva a questo livello di degrado, ma un fattore comune a tutte le donne Yang c’è. C’è un atteggiamento rabbioso che serpeggia nell’animo, questo è il vero motivo del malessere che lei sente.  Sente che il suo animo le rimanda da chissà dove, un senso d’irrequietezza e di oppressione.

Quando si parla di rabbia, in generale se ne parla come se questa emozione fosse del tutto negativa, così non è, anzi, la rabbia è ciò che una donna Yang deve produrre per affrontare la sua vita. Deve produrre cioè forza di spinta, di azione, forza maschile, forza rabbiosa che è funzionale alla sua vita così come lei stessa l’ha strutturata.

Lo sforzo emotivo prodotto è enorme, perché questa non è esattamente una delle emozioni primarie al femminile. La rabbia è un’emozione secondaria in una donna, ma per sostenere i pesi che la vita di una donna Yang affronta, necessariamente il suo corpo deve produrre forza di spinta ovvero rabbia.

Il risultato è che le donne Yang la sera non si sentono semplicemente esauste, sono esauste e svilite dalla loro vera natura che le vorrebbe certamente più calme e rilassate, in una parola più femminili.

Per ora è tutto, alla prossima, tra quindici giorni.

Buone Feste!

Valeria Abet

Counselor in discipline psicologiche empiriche

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